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Il vero peso di quei settecento

Settecentouno candidati. In molti gridano allo scandalo affermando che sono tanti, anche troppi. Noi riteniamo siano persino pochi. Sia perché, prima della consegna delle ventiquattro liste, ne venivano sbandierate altre ben diciotto (che poi sono pressoché svanite nel nulla). Sia perché, fra questi settecento candidati, abbiamo fondate sensazioni intorno al fatto che almeno la metà di loro, se non saranno dei signori e/o signore “zero” (voti), poco ci mancherà.

Un dato è certo. Si è fatta una gran fatica a formare molte delle ventiquattro liste in scheda, più d’una delle quali formata da meno del numero massimo di candidati (32) consentiti. Segno che, quando si passa dalla partecipazione “stimolata” (primarie o voto istituzionale) a quella diretta in prima persona, lo scenario muta  diametralmente: dall’oceano dei novemila di palazzo San Giorgio siamo arrivati al porticciolo dei settecento del 6 e 7 maggio. Di questi, solo alcuni faranno grandi performance, altri determineranno un’improduttiva dispersione del voto, per altri si comprenderà dai “non risultati” il perché della loro presenza. Capitolo a parte, che tratteremo in altro spazio è quello delle omonimie, una storiella suggestiva che, forse, va anche oltre il mero aspetto delle curiose coincidenze.

Qui, invece, parliamo di numeri. Sei candidati sindaco, ventiquattro liste, otto liste per ciascuno dei candidati di maggiore riferimento del centrodestra e del centrosinistra, cinque per l’altra coalizione aggregante, una ciascuna per gli altri tre aspiranti alla fascia tricolore. Il totale dei candidati al consiglio comunale è 701.

Ventiquattro liste sono un numero impegnativo, ma un sospiro di sollievo, per chi soffre di “vertigini elettorali” giunge verificando che per strada se ne sono perse altre possibili 18. E questo significa che la politica di facciata, nel 42 per cento dei casi, non si è riempita di contenuti e, alla fine, i simboli sono rimasti mera tappezzeria politica e poco altro. I partiti non solo vanno, ma non sono mai venuti: resta, invece, uno scenario politico sempre più legato, salve poche eccezioni, al personalismo di chi transita, a seconda di circostanze e scelte opportunistiche, ora di qua, ora di là. Facciamo, allora, il punto della situazione.

Con il candidato sindaco del centrodestra, Gigi Riserbato, ci sono otto liste: Alleanza di centro; Cristiano riformisti; Forza Trani; Movimento politico Schittulli; Popolo delle libertà; Prima di tutto Trani; Puglia prima di tutto; Trani libera. Non sono riusciti a comporre una lista le seguenti sigle: La destra; Mpa; Nuova generazione.

Con il candidato sindaco di una parte del centrosinistra, Ugo Operamolla, si schierano altre otto liste: Fli; Italia dei valori; Partito democratico; Sinistra ecologia e libertà; Tranimò; Trani futura; Udc; Verdi. Ben sette, in questo schieramento, i simboli ostentati rimasti senza lista: Etica e politica; Io centro; Liberal; Liberamente democratici; Partito socialista; Rinascita popolare; Vaso di Pandora.

Con Fabrizio Ferrante (il candidato sindaco del centrosinistra privato sul filo di lana del simbolo del Pd) le liste in scheda saranno cinque: Api; Federazione della sinistra; Uniti per Ferrante; La buona politica; Partito repubblicano. Anche qui è possibile scorgere altrettanti “cerchietti” rimasti scatole vuote: Futuro rosa; Moderati e popolari; Nuova intesa; Patto per Trani; Uniti per Trani.

Il candidato sindaco Mimmo Triminì ha preferito formare una sola lista a suo sostegno (la Democrazia cristiana), rinunciando alle altre tre a suo tempo indicate: Partito liberale, Risvegliati Trani ed Aria nuova.

Anche Mimmo Briguglio, memore della pesante lezione subita nel passato, quando si pose a capo di due liste civiche e non raggiunse il quorum, ha scelto di non presentarsi con il simbolo dell’Udeur e fare convergere tutti i suoi candidati sotto un’unica bandiera: la lista civica Obiettivo comune.

Gli unici che hanno mantenuto fede agli annunci sono sati i “grillini”: Paolo Nugnes conferma a suo sostegno la sola lista del Movimento cinque stelle.

Con la presentazione e successivo sorteggio per il posizionamento in scheda, la corsa è ufficialmente incominciata. In bocca al lupo a tutti. Alle macchine da guerra ed agli “zero”.


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