Convinzione unanime della coalizione è che il futuro di Trani potrà avere certezze se la politica e tutti coloro che amano la città metteranno il massimo impegno nel rimettere al centro “l’uomo”, ovvero se si potrà contare sulla laboriosità e sulla produttività della popolazione. Ma, affinché ciò accada, è indispensabile adoperarsi per creare occasioni di lavoro e dare “buona” occupazione ai cittadini. Il perdurare della crisi ha generato chiusure aziendali, disoccupazione e impoverimento sociale raggiungendo livelli preoccupanti e insopportabili colpendo tutti, indiscriminatamente: soprattutto giovani e donne.
Per cui è urgente e indispensabile “mettere al primo posto” la creazione di occasioni di lavoro e l’occupazione partendo dal rilancio dei settori trainanti ed a vocazione naturale e storica del nostro territorio, quali: il lapideo, il manifatturiero, il turismo, l’agricoltura, l’edilizia sostenibile – con particolare attenzione al recupero del centro storico, delle periferie e della costa.
Al “lavoro” abbiamo deciso di assegnare il colore rosso perché è l’emergenza primaria, il “codice rosso”, l’intervento immediato di cui il futuro sindaco si dovrà occupare. Per me è la priorità!
Abbiamo idee chiare, progetti concreti che vogliamo realizzare. Trani è una città che può e deve puntare sul turismo e per questo motivo sarà necessario intervenire sulle coste, riqualificare i nostri litorali, creare zone di attrazione e punti di riferimento per la gente delle città limitrofe ma anche per chi arriva da lontano. Una buona costa sarà il trampolino di lancio dell’intero comparto: spiagge e lidi attrezzati che permettano agli imprenditori di investire in città, ai nostri ragazzi di avviare nuove attività e a chi ne usufruisce di godere dei servizi rimanendone soddisfatto.
Attraverso il turismo si ha la possibilità di valorizzare e far conoscere di più e meglio tutto il territorio: i monumenti – i centri storici – le bellezze paesaggistiche – l’enogastronomia – la ruralità – gli usi e costumi – la nostra identità storica e culturale.
Vi è quindi l’esigenza di: gestire “l’accoglienza” attraverso un’impostazione più consona all’ospitalità e rispettosa della sicurezza dei turisti; creare più strutture ricettive inserendole in una rete di coordinamento che consenta il massimo e miglior utilizzo della ricezione turistica; rivedere gli aspetti inerenti la mobilità: ottimizzando il trasporto pubblico; utilizzare al meglio internet offrendo itinerari turistici in rete di concerto con i territori e le città limitrofe e interprovinciali a prezzi competitivi; interessare i tour operator nazionali e internazionali “di alto profilo professionale”; fare formazione agli “operatori locali”: lingue, tradizioni e storia. Noi un’idea per il futuro l’abbiamo, non so se la hanno anche gli altri candidati.
Fabrizio Ferrante
