Quanto avvenuto ieri mattina è il sintomo della disaffezione delle istituzioni per il nostro territorio e della mancata attuazione di provvedimenti seri da parte dell’azienda.
In questi mesi come movimento Giovani per i Giovani abbiamo raccolto nella provincia Bat e soprattutto nella città di Trani circa 3000 firme di studenti e lavoratori pendolari che ogni mattina viaggiano sulla tratta verso Bari.
Chiedevamo un aumento delle corse verso Bari o almeno l’uso di treni più capienti per le corse già presenti nelle fasce d’orario sensibili. Come risposta alle esigenze di 3000 cittadini pugliesi non solo non siamo stati ascoltati o almeno convocati dalle istituzioni regionali e dall’azienda ma sono state ridotte le corse proprio nella fascia d’orario più sensibile. Questo come comprensibile ha peggiorato notevolmente la situazione di tutti i pendolari.
Proprio ieri abbiamo assistito ad un episodio gravissimo. Il treno che doveva arrivare a Trani, direzione Bari, alle 7 e 40 è stato soppresso. All’arrivo del treno successivo, quello delle 8, viene annunciato che sul treno non c’era già posto e quindi invitavano tutti a prendere quello delle 8 e 40. Di fatti chi ha provato a salire sul treno delle 8 si è trovato in una situazione sicuramente poco piacevole e probabilmente rischiosa per l’ordine pubblico e per l’incolumità dei fruitori del servizio.
Quello di oggi è solo uno dei frequenti inconvenienti che i pendolari devono sopportare. Ora rivolgo una domanda alle istituzioni e all’azienda. Secondo voi è giusto pagare un biglietto che, dulcis in fundo, dopo la diminuzione delle corse è anche aumentato, per usufruire di un servizio che troppo spesso espone i clienti a questo tipo di disagi? E ancora chiedo: E’ questo il modo di investire sui giovani, sulla cultura e sul lavoro? Credete sia piacevole per i numerosi studenti incominciare la propria giornata universitaria o lavorativa in questo modo, perdendo anche a volte come oggi delle lezioni perché il sistema ferroviario non offre un servizio con svolgimento regolare?
La protesta degli studenti non si fermerà, e verrà acuita maggiormente se le istituzioni continueranno a dimostrarsi sorde e insensibili alle richieste degli studenti. Ci riserviamo a breve di avviare nuove manifestazioni di protesta, questa volta di massa, qualora non vengano presi provvedimenti.
Andrea Catino
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