Ridendo e scherzando, cliccando e vedendo, aggiornando e rivedendo, sono trascorsi due anni dal nostro primo video. Sotto alcuni aspetti paiono anni luce, pensando alla prudenza, frammista a diffidenza che accompagnarono le nostre prime uscite. Ci pareva impossibile che una radio potesse fare televisione, soprattutto pareva fuori del nostro Dna.
Invece, con pazienza, facendo tanti errori e crescendo con quelli, riaffidandoci a esperienze mai dimenticate e, soprattutto, stimolati dai crescenti consensi, a distanza di due anni dall’esordio possiamo tracciare un primo, positivo bilancio di un’esperienza che, nata veramente in punta di piedi, adesso rivela interessanti potenzialità ed enormi margini di crescita. I numeri, intanto, ci vengono in conforto.
A partire dal 9 maggio 2010, giorno in cui postammo il nostro primo video (che documentava il degrado di alcune zone periferiche di Trani), radio bombo.com ha collezionato, sulla sua sezione dedicata, 370 filmati (di cui oltre trecento totalmente autoprodotti e caricati sul nostro canale Youtube), con una media quindi di uno ogni due giorni. Per la verità, tale rendimento è la risultante tra un inizio con il contagocce ed un finale di 2011 ed inizio di 2012 a ritmi talvolta vertiginosi. Questo perché non soltanto si sono acquisite competenze e padronanze, ma anche, e soprattutto, si è sperimentato sul campo, valutando accessi e gradimenti, quali sono i “desiderata” del pubblico. E ci si è orientati di conseguenza.
Così, per esempio, stiamo diradando la frequenza delle video interviste (il pubblico sembra faccia fatica a sopportare la staticità della ripresa a telecamera pressoché fissa) in favore di servizi giornalistici brevi, ma freschi, in cui ruotino velocemente tante immagini e gli intervistati parlino lo stretto necessario per completare quello che le riprese e la narrazione già provano a documentare.
Tendenzialmente, sono i video legati a fatti di cronaca quelli che tirano di più e che, con grande facilità e rapidità, raggiungono sempre un minimo garantito di un migliaio di visualizzazioni.
Allo stesso modo, piacciono gli eventi “casuali”, anche se talvolta apparentemente banali. Per esempio, chi l’avrebbe mai detto che un volo di gabbiani sul mare superasse di gran lunga decine di dotte interviste in studio con qualificati ospiti? Ma di fronte alla curiosità no si comanda. Anzi, giacché i tranesi sono in genere un popolo di curiosoni, talvolta proviamo proprio noi a stimolarla.
Nella “top ten” dei filmati più visti, la parte del leone è di Stefano Scarpa, la “bandiera umana”, il talento nazionale che, fra esibizioni televisive, teatrali e premiazioni, è stato visto oltre 160mila volte.
Poi le 20mila visite alla performance canora del calciatore Nicola Legrottaglie nella chiesa evangelica di Trani, altra circostanza sul cui clamoroso successo nessuno, alla vigilia, avrebbe scommesso.
I video di cronaca più visti restano quello della donna caduta dal muraglione del castello e del camion precipitato dal viadotto della statale. Non potevano mancare le immagini della Nazionale italiana di calcio a Bari, e resiste ancora fra i primi dieci il mitico faccia a faccia Pettinicchio-Di Leo negli spogliatoi di Molfetta, un “must” del calcio tranese e, per quanto ci riguarda, l’unico video “rubato”. Ma del quale andremo per sempre fieri.