Sarebbe dovuto essere un “lido sociale”. Invece sarebbe stato trasformato in un comune stabilimento balneare con annessa discoteca notturna, tanto notturna da procurare molestie sonore ed esposti sempre più numerosi e circostanziati. Quelli di vicini che, piante planimetriche alla mano, hanno provato a dimostrare che il lido Matinelle, affidato per sedici anni dall’Apt alla cooperativa sociale “Isola”, stesse funzionando in maniera diversa rispetto a quello che il capitolato d’appalto e relativo contratto richiedevano.
E così il legale responsabile della cooperativa, Paolo Curci, e l’amministratore della società che gestiva le attività di intrattenimento, Giandonato Gianicola, hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Trani con le ipotesi della truffa e frode in pubbliche forniture. Nel registro degli indagati anche il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, cui viene contestato l’abuso d’ufficio per avere accordato lavori non conformi al capitolato ed allo stesso Pug. Peraltro, oggi si è appreso che, invece, il dirigente aveva sospeso in autotutela i permessi accordati in quanto le previsioni in quella zona del Pug erano state modificate e ridotte nella conferenza dei servizi in Regione, ma non successivamente riportate dal progettista. E questo aveva determinato le incongruenze che, adesso, andranno chiarite alla magistratura.
In una lettera denuncia del mese di giugno dello scorso anno si affermava testualmente che «la situazione del lido è quanto mai ambigua: Isola ha un contratto con l’Atp in sui si impegna a ristrutturare quella parte di costa ormai abbandonata da anni in cambio dello svolgimento di attività di tipo sociale, ma nel frattempo ha installato solo un ascensore per disabili installato (che però non abbiamo mai visto funzionare). Le attività svolte non sembrano per niente di natura sociale, piuttosto il lido si rivolge ad una clientela esigente pubblicizzando sfacciatamente l’attività di disco sulla stampa, sul loro sito, sulle pagine di facebook (su cui sono presenti foto e filmati che mostrano la loro vera attività) e attraverso comunicati stampa. Gli amministratori comunali, nonostante le lamentele, non hanno di fatto provveduto in merito senza controllare come mai un lido dato in gestione per sedici anni, con un contratto con l’Atp ad una cifra abbastanza esigua, effettui realmente altre attività rendendo la vivibilità circostante insostenibile ed esponendo direttamente i residenti a rischi personali».
La cooperativa Isola, peraltro, si era fatta carico delle spese per il ripristino del sito dopo anni di abbandono e degrado. Così come nel 2011, aveva dovuto nuovamente mettere mano al portafogli dopo il crollo del solarium a causa delle mareggiate.
Sui servizi resi, peraltro, la difesa di Curci è sempre stata ferma: «L’ascensore per diversamente funziona ogni qualvolta viene richiesta – affermava replicando a quella denuncia -. I disabili, inoltre, non pagano l’ingresso al lido e neanche il posteggio dell’auto. Tutti gli altri pagano un prezzo inferiore almeno del dieci per cento rispetto alla media dei lidi provinciali e regionali. Questo significa socialità».
In allegato, il video del 25 ottobre 2010 che documenta il crollo del solarium del lido, avvenuto pochi giorni prima. Per la cronaca, nel 2010 il lido, a pochi giorni dall’inaugurazione, fu sottoposto a due sequestri ed altrettanti dissequestri per la momentanea mancanza di alcune autorizzazioni.
