Tre mesi e mezzo di chiusura dei reparti chirurgici. All’ospedale di Trani si va verso una drastica riduzione dell’assistenza estiva per fronteggiare un’emergenza pienamente legata alla stagione calda. Infatti, mancando un gran numero di anestesisti, e non avendo l’Asl Bt avuto risposte nei bandi pubblici in cui li ricercava per supplire alle carenze, si rende necessaria la momentanea chiusura di alcuni reparti per garantire un livello minimo di assistenza e, peraltro l’obbligo di legge del riconoscimento delle ferie al personale.
In questo modo, quindi, pare molto probabile che ben cinque reparti siano “temporaneamente disattivati” già da oggi, 15 giugno, e fino al 30 settembre, non accettando i ricoveri e badando dai prossimi giorni alle progressive dimissioni pazienti ricoverati. I reparti in predicato di chiudere per tutta l’estate sarebbero i seguenti: cardiologia; chirurgia; ortopedia; ginecologia; urologia. Quest’ultima emigrerebbe verso Andria, mentre ortopedia e ginecologia si trasferirebbero a Bisceglie. Chi dovesse ricoverarsi in cardiologia e chirurgia avrebbe la tripla opzione di Andria, Barletta e Bisceglie a seconda delle disponibilità. I cinque reparti garantirebbero le sole prestazioni ambulatoriali
Dei due anestesisti in organico a Trani, uno resterebbe nel reparto di rianimazione, l’altro passerebbe all’ospedale di Bisceglie.
L’Asl Bt, in ogni caso, nelle prossime ore renderà nota la “mappa dell’emergenza” così come a malincuore ridisegnata. E dal primo ottobre? Sulla carta, tutto dovrebbe ritornare allo status quo, ma il problema è proprio questo: la chiusura estiva sarà l’anticamera di quella definitiva?
