Lo avevamo anticipato ieri: si starebbe profilando l’avvento di quantità impressionanti di rifiuti da due bacini verso la discarica gestita da Amiu Spa. Il problema di partenza sarebbe legato all’imminente chiusura per sei mesi, per adeguamenti vari, della discarica di Giovinazzo, impianto al quale conferiscono rifiuti molti comuni dei bacini Bari 2 e Bari 4. Ed allora, quale altra discarica potrebbe accoglierli?
La Regione Puglia starebbe pensando a Trani (essendovi capienza tale da sopperire all’emergenza in arrivo) e, in tal senso, starebbe per emanare un’ordinanza. Sindaco, giunta ed Amiu, però, si sono subito mobilitati per evitare di subire passivamente il provvedimento.
L'assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, si è così recato a Bari per tentare di porre un immediato freno all’insorgente problema. È stato ricevuto dai dirigenti del servizio regionale competente, Giovanni Campobasso ed Antonietta Ricci, oltre ad alcuni tecnici e funzionari.
Il Comune di Trani, a quanto s’è appreso, mira a conoscere innanzi tutto le motivazioni di questa ordinanza, quando sarà emanata e per quanto tempo. Nel merito, ovviamente, si vuole anche sapere quanti comuni scaricherebbero quotidianamente a Trani e quale sarebbe la quantità di rifiuti prevista complessivamente.
Il principio di massima è che Trani non può farsi carico del conferimento indiscriminato di masse ingenti di rifiuti per addirittura sei mesi, perché questo determinerebbe a sua volta una pesante emergenza nella discarica di contrada Puro Vecchio. Oltre tutto, nel passato, non sempre i costi di conferimento sono stati pari a quelli richiesti dal Comune e dall’Amiu, che quindi chiedono garanzie anche economiche a fronte di un ipotetico, nuovo sacrificio.
In altre parole, come De Simone ha riassunto al nostro microfono, «Trani vuole certezze e garanzie».
