Intorno all’avvento della replica della porta della cattedrale vi è un particolare che, forse, è passato in secondo piano: i lavori in corso sulla facciata del Museo diocesano. Apparentemente, saremmo in presenza di una comune operazione di restyling, ed invece la si sta allestendo per l’esposizione di pannelli pubblicitari.
In altre parole, si sta realizzando un’operazione di sponsorizzazione, della durata di sei mesi, a parziale scomputo dei costi della realizzazione della nuova porta, stimati in 140mila euro suddivisi fra diocesi di Trani e sponsor.
Gli integralisti dei beni culturali forse storceranno il muso, ma la curia sembra avere compiuto, in questa circostanza, un’illuminata operazione al passo con i tempi. Quella che, invece, fallì miseramente nel 2005 per il monumento degli Statuti marittimi, che la milanese “Mark com” avrebbe restaurato a sue spese. Solo che, aperto il cantiere, la Sorpintendenza chiese di trasferire il monumento in altro sito, si perse tempo, il Comune fece rimuovere i pannelli pubblicitari ed i finanziatori se ne andarono irritati. Per usare un elegante eufemismo.
Per la cronaca, la “Domus Dei”, che ha realizzato la replica della porta della cattedrale, sarebbe interessata, con il coinvolgimento anche in questo caso di sponsor, a ripotare in auge il progetto di restauro del monumento degli Statuti marittimi.
Siamo stati proprio noi, nel corso della conferenza stampa di venerdì scorso, a lanciare questa proposta ai responsabili della fonderia. Adesso sarebbe il caso che anche il Comune manifesti la sua disponibilità ed apra il dialogo.
Il prossimo anno il monumento di piazza Quercia, opera degli artisti Stifano e Bibbò, compirà i suoi “primi” cinquant’anni: sarebbe l’occasione migliore, anche a 950 anni dalla proclamazione degli Statuti marittimi, per restituire il massimo fulgore ad un pezzo importante di storia di Trani.
