Come anticipato nella terza pagina, la partita per la presidenza del consiglio comunale è ancora aperta. Rivendicano la carica sia il partito di maggioranza relativa (il Pdl), sia quello del consigliere più suffragato (la lista Schittulli). Resta sempre in piedi, però, l’ipotesi che la presidenza sia assegnata all’opposizione.
Se fosse appannaggio del Pdl, resterebbe aperta la doppia chance Pasquale De Toma-Rino Savino, con il primo favorito sul secondo. Se si optasse per il movimento del presidente della Provincia di Bari, il nome potrebbe essere non quello del più suffragato, Nicola Damascelli, ma dell’altro consigliere comunale, l’ex assessore alla Polizia locale Giuseppe Paolillo.
Se, invece, la carica fosse assegnata alla minoranza, la carica andrebbe al candidato sindaco uscente Fabrizio Ferrante. Ma, forse, la contropartita politica potrebbe essere la richiesta di votare favorevolmente al bilancio di previsione proposto dall’amministrazione comunale. E tale ipotesi starebbe facendo vacillare non poco l’ex candidato sindaco, che pure potrebbe avere avuto un ruolo importante per l’orientamento di una parte dei suoi elettori verso Riserbato durante i due giorni del ballottaggio con Operamolla.
Intanto, però, la prima seduta è stata presieduta dal consigliere anziano, Antonio Franzese, che ha mostrato buona personalità. Non è che il rinvio mette in gioco anche una sua canditura? «È stato bravo nel presiedere la seduta – riconosce Riserbato -, ma escluderei che adesso anche lui sia candidato alla carica».
A proposito di cariche. Nell’attesa che si rimetta in moto la macchina dispensatrice dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali, una determinazione firmata dal segretario generale, Luca Russo, in qualità di dirigente della prima ripartizione, ha fissato le indennità di funzione per sindaco, vice sindaco ed assessori comunali.
Come da decreto del Ministero dell'Interno, Trani rientra nella fascia dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti (se ne contano 54.014), è co-capoluogo con le città di Barletta e Andria della provincia Bat e, pertanto, le indennità corrisponderanno a quelle stabilite per le città ricadenti nella fascia di cui sopra.
Nello specifico, per quanto riguarda l'amministrazione comunale di Trani, il sindaco, Luigi Nicola Riserbato percepirà un compenso mensile di 4.508,67 euro. Al vicario, Giuseppe di Marzio, vanno 3.381,50 euro. Gli altri assessori percepiranno 2.705,20 euro. In tutti i casi, l’indennità di carica si dimezzerebbe qualora gli amministratori continuino a prestare lavoro, eventualmente, in enti pubblici. Il sindaco, per esempio, è dipendente di una società pubblica di servizi, quindi percepirebbe l’indennità piena solo ponendosi in aspettativa presso l’ente per cui lavora.
L’indennità di carica del presidente del consiglio comunale dovrebbe essere, con successivo provvedimento dell’assemblea elettiva, equiparata a quella degli assessori. I consiglieri comunali, invece, potranno cumulare gettoni (fra sedute di consiglio e commissioni consiliari) fino ad un tetto massimo di 920 euro.
Non vi è cumulo di indennità di carica quando se ne rivestono due contemporaneamente in amministrazioni diverse. Adesso, per esempio, Giuseppe Di Marzio dovrà optare fra gli emolumenti da assessore provinciale (carica che tuttora riveste) e quelli da vice sindaco.
Riserbato avrebbe sicuramente scelto lo stipendio di sindaco al posto di quello di presidente del consiglio provinciale, ma nel frattempo, rispettando un impegno formalmente assunto in campagna elettorale, da quella carica si è dimesso. In una nota inviata al presidente della giunta provinciale, Francesco Ventola, ed al segretario generale dell’ente, Maria Di Filippo, Riserbato ha motivato la scelta «per ragioni personali, nonché di sobrietà politica». Nel rassegnare le dimissioni con decorrenza immediata, Riserbato non lascerà ovviamente la carica di consigliere provinciale, che svolgerà a costo zero per gli stessi motivi di cui sopra, ma pone in risalto «l’onore che ho avuto nel ricoprire l’incarico di presidente fino ad ora».
Il passo compiuto da Riserbato ha anche favorito la schiarita della crisi politica che ultimamente aveva interessato la coalizione di governo provinciale. Infatti, la successione è andata al collega di partito (Puglia prima di tutto) Vincenzo Valente, di Bisceglie. Peraltro, sulla scia del passo indietro di Riserbato, anche il vice presidente della provincia, Nicola Giorgino, si è dimesso dalla carica.