“Hanno deciso di chiudere l’ospedale”. Tuona il sindaco Gigi Riserbato nel suo ufficio, nel pomeriggio di ieri. “Lo hanno deciso e lo hanno deliberato nei giorni più caldi e vacanzieri dell’anno. Lo hanno deciso, inutile dire che così non è. Inutile continuare a farci prendere in giro: lo si legge nella delibera della direzione generale della Asl Bat del 3 agosto scorso. Per dirla in maniera spicciola nel testo si parla, per il S. Nicola pellegrino di Trani, di soppressione delle strutture complesse, che sono quelle (le uniche rimaste) di Gastroenterologia e Medicina, quelle rette dai primari (vincitori di concorso) dott. William Guglielmi e dott. Francesco Bartucci. E’ una decisione che prelude sempre più realisticamente e vede sempre più avvicinarsi la paventata chiusura del nostro nosocomio, rimanendo in questo modo nell’ospedale di Trani solo strutture semplici”.
Riserbato è arrabbiato, deluso, si sente tradito. Ma non demorde. “Chiedo fin da ora una immediata Conferenza dei Sindaci della Asl, per discutere di questa delibera. Ma soprattutto per opporsi alla stessa. E non escludo altre forme di protesta”.
Con lui c’è il vice sindaco Giuseppe Di Marzio: “Abbiamo intercettato questa delibera della direzione della Asl Bat, che davvero non ci aspettavamo in questi termini e in questi modi. Si salvano, come prevedibile, gli ospedali di Andria e Barletta, quello di Bisceglie anche (pur avendo delle soppressioni, ma non totali, di strutture complesse). Per il resto, detto in parole povere, decretano in questo modo la chiusura del nostro ospedale e di quello di Canosa”. Inutile parlare con termini amministrativi, inutile sentire ancora una volta spiegazioni tecniche di tagli, proporzioni numeriche e indici: la sostanza è una sola. E cioè che con questa delibera viene scritta la parola “fine” alla gloriosa storia del “S. Nicola pellegrino”. E di chi siano le responsabilità poco importa in questo momento. “Ci hanno abbandonato tutti. Ognuno ha pensato per sé”. Rialzati Trani. I miracoli a volte avvengono.
(da «La Gazzetta del mezzogiorno» di oggi)
