Teresa Sunna sarebbe morta per un tragico scambio di etichette. Nitrito di sodio, è questo il nome della sostanza assunta dalla giovane 28enne tranese, il 24 marzo scorso in uno studio medico di Barletta, al posto del sorbitolo.
Il luogo in cui è accaduto il misfatto sarebbe un magazzino della Mistral di Belfast, ed è quanto è stato assodato dal pm di Trani, Michele Ruggiero, insieme ai carabinieri del Nas direttamente in Irlanda del Nord.
Gli investigatori hanno ascoltato i vertici ed i dipendenti dell’azienda R&D Laboratories, leader nel commercio di prodotti con il nome "Mistral", sita a Belfast e che smercia diversi agenti chimici tra cui anche solventi, e accertato che l’innocuo sorbitolo, proveniente dalla Brenntag di Manchester che l’aveva acquistato dalla Cargill di Rovigo, era stato spacchettato proprio a Belfast e confezionato in pacchi da cinque chili.
L'etichetta “sorbitolo” però è finita su di un pacco del letale nitrito di sodio ed è stata venduta su Ebay al centro medico del dottor gastroenterologo Ruggiero Spinazzola, di Barletta. Teresa si recò presso il suddetto studio dove ingerì la morte dopo aver sostenuto un test per intolleranza alimentare dell’helycobacter pylori.
Con la povera tranese altre due donne si sottoposero allo stesso test e con la stessa sostanza: Addolorata Piazzolla, di 62 anni, di Margherita di Savoia, e Anna Abbrescia, 32enne di Altamura, più fortunate perchè erano riuscite a rigurgitare la sostanza.
Gli indagati sinora sarebbero tre italiani: oltre al dottor Spinazzola, anche il collega molfettese Mauro Pappagallo ed Ettore Ciccinelli, che aveva acquistato l’additivo su Ebay usando la sua carta prepagata. Il pm Ruggiero però, accertate le responsabilità della Mistral, attende l’informativa del Nas per i nomi certi e muovere accuse nei confronti degli irlandesi.
