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Trani, l'intervento di Briguglio sulla sanità: "Studi medici h24, decisione che ci spiazza"

Ospedali, reparti, punti nascita, posti letto, personale, studi medici H24: sono queste le parole che da mesi scandiscono l’agenda politico-legislativa nazionale e regionale. La mia vuol essere una piccola e modesta disamina di quanto accaduto e di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi. Tra Piano di Rientro e Spending Review si sta riducendo all’osso il sistema sanitario regionale ed è oramai evidente di come in Puglia i cosiddetti Lea (i Livelli Essenziali di Assistenza) siano stati fortemente compromessi. Tale situazione, generata da anni di sprechi e conseguenti tagli alla spesa pubblica, non va assolutamente sottovalutata perché non fa altro che minare la qualità e l’efficienza di un servizio che è di prima necessità per i cittadini tutti ma che paga lo scotto di non aver scontato tutti i passaggi partecipati del caso come ad esempio l’assenza di consultazione alcuna dei vari Ordini Professionali provinciali. A questo si aggiunge l’emergenza personale tra medici stabilizzati e poi destabilizzati e blocco del turn-over, condizione questa che vede l’apparato medico-infermieristico pugliese sotto organico di circa 2000 unità lavorative. Venendo al nostro territorio preoccupante è il borsino degli tagli operati nella Asl della neonata Provincia di Barletta-Andria-Trani con la chiusura degli ospedali di Minervino Murge e Spinazzola prima e lo smembramento graduale messo in opera per i nosocomi di Trani e Canosa di Puglia poi. La Sesta Provincia è tra l’altro la più penalizzata di Puglia in fatto di numero di posti letto: se ne contano appena 747 a fronte degli spettanti 1300. Mi rendo conto che magari in più circostanze e su più fronti si è dovuto fare i conti con le indicazioni politiche di qualcuno ma andiamo avanti e guardiamo al futuro. Il futuro è certamente continuare a ridurre la spesa, abbattere le liste d’attesa, decongestionare i pronto soccorsi, fare ricorso agli ospedali solo per gravi patologie. Come? Attraverso la novità della medicina H24, ovvero, studi medici associati aperti 24 ore su 24 e 7 giorni dove sarà possibile effettuare visite, esami, accertamenti diagnostici e tanto altro ancora. Sarà mai possibile farlo? Una bella novità indubbiamente, già in auge in altre nazionalità europee ma forse troppo affrettata. Come si fa ad adeguarsi al nuovo sistema in così poco tempo? Come faranno i medici di base a dotarsi di tutte le attrezzature ed il personale necessario utile a garantire la miglior risposta sanitaria atta a sopperire i tantissimi tagli compiuti al sistema ospedaliero locale? Nulla da eccepire sull’idea sicuramente grandiosa se si considera il passaggio da un solo Pronto Soccorso a più ambulatori cittadini ai quali rivolgersi in caso di malanno. Un manovra però decisamente spiazzante per l’intero settore. In questo nuovo percorso intrapreso non si commetta il grave errore di lasciare soli i medici del territorio che in tutto questo vanno gestiti e tutelati. Sì perché va detto che si passa da una medicina di base di sola prescrizione ad una medicina più complessa e variegata per la quale non si può sbagliare e dove anche una piccola leggerezza potrebbe portare a gravi ripercussioni sul medico e sul malato. Si sperimenti quindi al più presto in Puglia la nuova metodologia di assistenza H24 perché è vero sì che bisogna contenere la spesa ma è anche vero che non si può scaricare al privato responsabilità così grandi in così poco tempo e senza che vi sia una fase propedeutica al grande cambiamento. Mi auguro che si apra ben presto il dibattito su quella che deve essere la strada da perseguire per consentire a pubblico e privato di fare insieme una sanità che sia efficace e nel contempo di qualità e che non faccia dei medici dei veri e propri scrivani”.

Dott. Domenico Briguglio

Odontoiatra e Presidente Movimento “Obiettivo Comune”

 


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