Un fiume in piena Beppe Corrado, ieri, nel corso degli “Stati generali” del Pdl tenutisi all’Hotel Trani. Il consigliere comunale e provinciale non ha mancato di manifestare pubblicamente, al microfono, dinanzi al “gotha” pugliese del partito, compresi gli onorevoli Raffaele Fitto e Sergio Sivestris, alcuni motivi di disagio. E questo ha portato sale all’assemblea, fino ad allora proseguita sui canonici binari del «tutto va bene madama la marchesa».
Corrado in particolare, ha rivendicato la centralità di Trani nelle dinamiche del partito, richiamando, innanzi tutto, i risultati delle ultime elezioni amministrative: «I dodici consiglieri di Trani sono di Trani. I voti sono nostri ed i meriti non devono prenderseli altri. Troppo facile andare da Fitto e raccontargli realtà di comodo. I fatti ci dicono che non sempre è così: a Bisceglie tre consiglieri storici del Pdl sono passati ad una lista civica, e questo lascia comprendere quanto disagio vi sia all’interno del partito. Il disagio lo avverto anch’io, ma ben mi guarderò dal passare con altri – chiarisce Corrado -, perché preferisco la coerenza, senza peraltro mancare di dire le cose come stanno. Dal Pdl, per esempio, mi sarei aspettato una migliore difesa degli interessi di Trani e dell’Amiu per la nostra discarica, come anche mi sarei aspettato una difesa compatta della provincia e del suo presidente, Francesco Ventola. E non parliamo della polemica di qualcuno sui doppi incarichi: hanno politicamente massacrato Nicola Giorgino, ma altri, di incarichi, ne hanno doppi e persino tripli».
Infine, l’irrisolta questione del presidente del consiglio comunale. Corrado aveva chiesto in aula consiliare che si faccia presto, ma non accetta ingerenze: «È vero, ci sono almeno sei o sette candidature, ma non è un’assurdità. L’onorevole Silvestris, se pensa e dice questo, non dovrebbe più occuparsi dei fatti di Trani. Che vi siano tante candidature è un bene per la democrazia interna di un partito: al momento opportuno arriveremo a fare sintesi. In ogni caso, vi è un commissario e, alla fine, se non si trova la sintesi, la decisione spetta a lui».
