Lo scorso mese di maggio li avevano, parzialmente, abbattuti. Questa volta, invece, li hanno, quasi tutti, segati ed asportati. Ed a questo punto, è vera e propria sfida alle istituzioni.
Accade nel quartiere ebraico di Trani, centro del centro storico, alcune delle cui vie, da cinque mesi, erano delimitate da paletti per rendere pedonali quelle aree, evidentemente, poco compatibili con il traffico veicolare.
La soluzione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale uscente, era stata in ogni caso osteggiata da subito da un gruppo di residenti del quartiere. Alcuni facinorosi, come detto, avevano ritenuto di inviare un messaggio scomposto, da lì a pochi giorni, danneggiando i manufatti ed obbligando la Polizia locale a riposizionarli nel giro di pochissimi giorni.
Poi, ad agosto, sempre residenti e commercianti si erano resi autori di una raccolta firme, trasmessa al sindaco in carica, Gigi Riserbato. Nell’attesa che la politica desse risposte concrete, però, ieri si è superata la misura.
E l’azione portata a termine, adesso, è diventata oggetto di una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica per furto con scasso e danneggiamento di arredo urbano, oltre che violazione di un’ordinanza sindacale.
A farsene promotori, il comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, ed il capitano direttamente competente in materia, Domenico Miccoli. I manufatti segati ed asportati sono quelli che delimitavano sia via San Martino, sia il tratto di strada compreso fra via Prologo e via La Giudea.
Per l’assessore al ramo e vice sindaco, Peppino Di Marzio, «è un gesto incivile che merita una risposta ferma e decisa. Oltre la denuncia in Procura, ci adopereremo in ogni modo per ripristinare quanto irresponsabilmente rubato e danneggiato. Non ci faremo certamente intimidire da chicchessia».
