Torna l’alta tensione alla casa di riposto e protetta “Villa Dragonetti” dove, ieri, duecento dipendenti aderenti al sindacato Usppi (a riferire il numero la stessa fonte sindacale), si sono riuniti in assemblea «per contestare vibratamente – si legge in una nota - il mancato pagamento degli stipendi di due mensilità, settembre ed ottobre. Tale gravissimo ritardo, finora immotivato – pone in risalto il segretario provinciale, Nicola Brescia - sta arrecando grave danno cento dipendenti che non riescono più a dare da mangiare ai propri figli, pagare le bollette di gas e luce, onorare il mutuo».
Il denunciato ritardo dei pagamenti accresce un disagio che viene da lontano e che, più recentemente, aveva visto i vertici della casa «avviare illegittimamente ed irresponsabilmente le procedure di licenziamento per nove unità del servizio cucina e mensa».
Anche in occasione di questa nuova mobilitazione sindacale, l’Usppi ha stigmatizzato «il comportamento scorretto dell’attuale dirigenza di villa Dragonetti, dove i “parcellisti” che già lavorano presso altre case di cura tolgono il lavoro ai dipendenti contravvenendo alle più banali norme di natura contrattuale».
Materiale a sufficienza, secondo l’Usppi, per un esposto di imminente presentazione in procura.
