I tifosi del Trani hanno atteso il ritorno della squadra allo stadio per contestarla. Il clima post Grottaglie è diventato velenoso, però, perché è il matrimonio fra il presidente Abruzzese e la cordata napoletana è finito. Antonio Ciccarone e Vittoiro Strianese si sono dimessi dall’incarico di direttori, rispettivamente generale e sportivo, «perché non vi erano più le condizioni per andare avanti».
Dunque, non cacciati da Abruzzese, ma essi stessi dimissionari, secondo la loro versione. Problemi economici o tecnici, o tutti e due? «Problemi e basta – hanno risposto in un’intervista rilasciata a Radio Bombo -. Era il momento di lasciare prima che le cose degenerassero. Al Trani auguriamo le migliori fortune, ai giocatori anche. Ci dispiace per i tifosi, competenti e passionali, che meritano certamente di più».
Abruzzese, a sua volta, risponde così: «Si sono dimessi loro? Okay, per me non c’è problema, ma abbiano almeno il coraggio di ammettere che la squadra l’hanno fatto loro. Una squadra impresentabile che ha otto punti dopo dodici partite e ha fatto resuscitare persino il Grottaglie. Loro dicono che il presidente non paga, ma la squadra chi l’ha fatta? Non certo il presidente. Il presidente ha sbagliato in una cosa: fidarsi di questi dirigenti ed affidarsi a loro, e questi sono i risultati».
Adesso è già domani, ed oggi Abruzzese sarà a palazzo di città: «Andrò dal sindaco a consegnargli la squadra, perché sono stanco di tutto. Siamo tornati da Grottaglie ed i tifosi, invece che contestare la squadra, hanno chiesto la mia testa. Bene, io gliela offro lasciando la squadra al sindaco o a chiunque vorrà prendersela, a costo zero».
Eppure, fino a ieri, il presidente era a caccia di un allenatore per ripartire: «Fino a ieri, ma oggi mi sento letteralmente distrutto e credo sia arrivato il momento di dire basta. E questa volta è veramente basta, per non prestare il fianco ancora una vola a chi crede che io stia nel calcio per arricchirmi».
