Negli ultimi mesi sono partite una serie di determine dirigenziali attraverso le quali si è dato il via ad una pioggia di euro per incarichi legali affidati, certamente, ad avvocati dalle competenze professionali più che legittime ma che finiscono per gravare sui costi di gestione di un ente che ha la necessità di ridurre i costi. Spese su spese che finiscono in bilancio e che alla fine vengono pagate dalla collettività.
Tale spreco di denaro pubblico è reso ancora più grave dopo il dietrofront dell’amministrazione sulla questione del dottor Capurso (reintegrato all’ufficio legale del Comune di Trani affinché si dia seguito ad un sano contenimento della spesa per la gestione del contenzioso e assicurare la massima salvaguardia delle risorse finanziarie dell'Ente).
Non dimentichiamo che la nostra amministrazione pur avendo la possibilità di avere una figura professionale all’Ufficio Legale del Comune, preferì trasferire l’avvocato Capurso in altra sede, e così facendo si è dato spazio ad un incremento degli affidamenti diretti. Ora mi chiedo: l’amministrazione non sapeva che eliminando una figura professionale così centrale nelle dinamiche amministrative avrebbe determinato un aggravio delle spese? Delle due l’una. O l’amministrazione che governa la mia città è ingenua, poco lungimirante e procede a tentoni o ha approfittato della situazione per avvantaggiare il solito amico o qualche amico dell’amico.
Non solo.
Leggendo le determine noto che gli incarichi vengono affidati ai soliti noti.
Fortunatamente a Trani non mancano validi avvocati a cui si potrebbe offrire la medesima opportunità di lavoro per cui condivido l’appello formulato già da un collega consigliere di minoranza che chiedeva di istituire un albo da cui attingere a rotazione.
Questo albo, al quale potranno iscriversi tutti i professionisti interessati, nasce dalla necessità di assicurare i principi di trasparenza, legalità e rispetto dei principi di parità di trattamento.
Quindi, l’amministrazione avrebbe la possibilità di individuare il legale tenendo presente il criterio dello scorrimento, del percorso di studi e del ramo di specializzazione, dell’inesistenza di conflitti di interesse e dall’assenza di cause di incompatibilità.
Sono convinto che questa è una delle soluzioni ottimali per consentire il superamento di quei pregiudizi secondo cui il conferimento degli incarichi avviene secondo logiche clientelari. In un’ottica assolutamente propositiva porterò questa mia proposta all’interno della commissione consiliare Affari Generali e Contenzioso di cui faccio parte affinché ci si adoperi all’approvazione del regolamento che disciplini il conferimento degli incarichi legali.
Tommaso Laurora - Consigliere Comunale (Uniti per Trani-Upf)
