«Ogni politico, davanti al suo fallimento completo, dovrebbe avvertire l'obbligo di rispettare un imperativo categorico: fare un passo indietro e dimettersi per il bene della propria comunità». Così tutta la segreteria cittadina dell'Udc di Trani, sulla nomina del presidente del consiglio comunale avvenuta ieri. «Mesi di attesa per toccare con mano la pochezza non solo di certa politica, ma anche di talune intenzioni che nulla hanno a che fare con il buon governo della cosa pubblica. Trani – dice il commissario cittadino dell’Udc, Nicholas Modugno - è vittima di un gioco sottobanco operato da una maggioranza inesistente che non è riuscita ad esprimere una seppur modesta unità in questa partita, consentendo la nomina a presidente di chi? Di un esponente dell'opposizione, che guarda caso - pur essendo di centrosinistra - anziché scegliere come era naturale Operamolla, ne favorì la sconfitta nelle scorse elezioni amministrative. La dimostrazione, questa, di una maggioranza e di protagonisti che hanno perso le idee. Ma segno anche della perdita di un progetto: una maggioranza che dopo mesi dalle elezioni, non riesce a partorire un solo provvedimento a favore della cittadinanza, rimanendo schiacciata da un'ubriacatura di fallimentari tatticismi, dovrebbe avere la dignità di riconoscere la propria inadeguatezza ad amministrare una città come la nostra».
L’Udc non spende una parola sulle motivazioni che hanno indotto i suoi due consiglieri a votare in favore di Fabrizio Ferrante, ma molte di più ne impiega per rivolgersi al sindaco: «Riserbato non solo non è riuscito a tenere unita la sua maggioranza, ma ha fatto in modo, complice un ambiguo segretario del Pdl, di distruggere qualsiasi dialogo con i suoi consiglieri. Ieri abbiamo assistito ad uno spettacolo indegno, di chi, famelico, guarda la poltrona e non si accorge che il proprio sindaco la sta cedendo addirittura all'opposizione. Riserbato ha preso meno voti dei suoi consiglieri, e non amiamo giudicare la scelta dei cittadini che lo hanno eletto, ma una cosa possiamo dirla con serenità: noi un progetto di governo serio e responsabile l'avevamo offerto alla nostra comunità. Un programma concreto, ma avremmo soprattutto proposto a Trani una politica trasparente e appassionata, dove certi teatrini sicuramente non avrebbero trovato spazio. Ma siamo ancora in tempo, Trani può ancora sperare di essere prima ancora che governata bene, semplicemente governata, come Riserbato non è stato capace di fare. Un diritto dei cittadini che merita di essere soddisfatto e per consentirlo è necessario che Riserbato, per una sola volta, faccia la cosa giusta e responsabile: ovvero dimettersi dalla guida di una nave che ha portato dritto alla deriva con esemplari impegno e dedizione».
