«Il tipo di elezione ricevuta mi mette nelle condizioni di espletare realmente un ruolo di garanzia». Così Fabrizio Ferrante su facebook. «Sono stato eletto – spiega - con 17 voti dei quali, salvo errori, 11 (su 21) provenienti dalla maggioranza e 6 (su 11) dall’opposizione. Anche se qualcuno vorrebbe considerarmi presidente della destra, i numeri parlano chiaro: mi ha votato metà maggioranza e oltre metà dell’opposizione, compresi consiglieri che sostenevano l’altro candidato sindaco del centrosinistra, e senza i quali, forse, non avremmo avuto nessun presidente. Questa è la certificazione, numeri alla mano e senza chiacchiere, dell’insussistenza di qualsivoglia accordo elettorale. Non penso che alcuni consiglieri, mentre facevano votare per il proprio candidato sindaco, contemporaneamente lavorassero per altro».
E, in risposta alle affermazioni rese dal commissario cittadino Di Marzio a Radio Bombo, sempre sul social network Raimondo Lima scrive così: «È troppo facile scaricare le responsabilità sul gruppo consiliare. È mancata volutamente la programmazione affinché il gruppo si spaccasse. Da anni faccio il soldato di partito, l’ho fatto anche alle primarie ed in questi primi mesi di consiglio comunale. Non ho fatto mai mancare il mio sostegno all'amministrazione e mai mancherà. Anche nell'ultimo consiglio c'era chi è uscito dall'aula non votando il bilancio, ma io ero sempre lì al mio posto. Si viene eletti (e nominati) per assumersi delle responsabilità. Sempre. Ieri ha perso tutto il "mio" centrodestra, quello che mi ha portato, a 14 anni, ad iscrivermi al partito e che ieri mi ha letteralmente tradito. Il mio pensiero va a tutti i militanti, non solo del mio partito ma anche a quelli che in campagna elettorale a sinistra hanno sostenuto Ferrante. Quello che è successo ieri è la madre dell'antipolitica che fa prendere voti a gente come Grillo. Al neo presidente Ferrante, anche se non l'ho votato, porgo nuovamente i miei auguri rimettendomi alla volontà sovrana del consiglio».
