“Il ruolo delle economie illegali nell'attuale crisi economica-finanziaria”. È stato questo il tema del convegno svoltosi oggi presso l’università Lum di Trani; l’evento, organizzato dall'associazione "Ritorno al futuro", ha avuto come relatori Antonio Salvi, preside della Facoltà di economia della Lum, Michele Ruggiero, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani e Giovanni Pomarico, presidente Gruppo Megamark.
L’argomento, assai ampio, ha voluto effettuare una panoramica sulla grave crisi attuale del nostro paese, concentrandosi su una delle molteplici cause che lo hanno ridotto disastrose condizioni: le analisi ed i giudizi delle società di rating mondiali, in particolare delle statunitensi Moody e Standard & Poor’s.
Questo, è un tema che, come noto, ha visto la procura di Trani alla ribalta della cronaca grazie all’inchiesta, coordinata proprio dal pm Ruggiero, effettuata nei confronti delle principali agenzie di rating a livello mondiale; il cosiddetto caso del “market abuse”.
Ed è proprio il pm che ha introdotto al dibattito, volendo sgombrare il campo, però, da possibili fraintendimenti. “L’Italia è nel bel mezzo di una crisi economico-sociale che non ha precedenti, ma, ovviamente, se siamo in queste condizioni non è sicuramente colpa delle società di rating; senza effettuare un mea culpa ed individuare i mali che in questi decenni hanno affossato l’Italia, non è possibile pensare ad una rinascita. I tre nemici principali da sconfiggere- spiega Ruggiero- sono l’evasione fiscale, il riciclaggio e la corruzione; se si agisse su questi tre temi e si recuperasse il denaro derivante da queste illegalità,in circa dieci anni l’Italia potrebbe ripianare il proprio debito pubblico di 2000 miliardi di euro, senza il bisogno di ricorrere a manovre finanziare.”
Spostando l’attenzione sulle società di analisi statunitensi il pm ha affermato: “Le società di rating ci rispondono che le loro non sono notizie riguardanti la salute o meno di uno stato ma opinioni; ebbene non possono negare, però, che le loro opinioni fanno notizia, comportando la cessazione dei finanziamenti verso i paesi indicati come “malati” o, come sta avvenendo, l’erogazione di prestiti a tassi d’interesse molto più elevati. In questi mesi abbiamo raccolto prove che dimostrano come alcuni analisti delle suddette società, abbiano agito violando i regolamenti europei, arrecando un danno al nostro pese.”
Di parere divergente, come ogni dibattito e si rispetti, è stato il presidente della facoltà di economia della Lum, Antonio Salvi. “Le società di rating non fanno altro che affermare, con le proprie analisi, che la probabilità che qualcosa possa crollare all’interno dell’economia di un paese sia dell’1%; con il nostro debito pubblico, il nostro tasso di crescita e il livello di disoccupazione, tutto sommato è una stima che può dirsi quantomeno veritiera, se non addirittura riduttiva; queste società, inoltre, sono un esempio di trasparenza in quanto pubblicano i metodi dei loro calcoli sui propri siti, a dimostrazione che non ci sono secondi fini o modifiche sottobanco nei loro calcoli.”
La serata ha visto un’ampia partecipazione del pubblico a cui il presidente di “Ritorno al futuro”, Alberto Altieri, ha dato appuntamento per le prossime iniziative.
Giuseppe Colabella
