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Il presepe vivente alla Madonna delle Grazie ritorna a Santo Stefano. Il parroco interpreterà San Giuseppe

Era il 1987 quando il CTG., il Centro Turistico Giovanile, un’associazione culturale e di volontariato, da un’idea della famiglia Aurora-Angione, allestiva nel primo insediamento urbano cittadino (l’antico Quartiere Ebraico “La Giudecca”), il primo presepe vivente cittadino della storia tranese, utilizzando numerosi attrezzi rari di mestieri ormai passati ed inserendoli scenograficamente negli androni di tutti i palazzi nobili esistenti e nelle vie del Quartiere Ebraico.

Fu un grande successo. In circa 15 anni ben 300mila sono stati i visitatori di questa sacra rappresentazione considerata una delle più suggestive d’Italia e che ha tolto soprattutto dalla emarginazione e dall’isolamento un intero quartiere tornato oggi a risplendere come in passato. Dopo vent’anni continua questa tradizione con la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, utilizzando il “suggestivo ed incantevole scenario di due vaste pinete antistanti la chiesa meglio conosciuta come i Cappuccini, un edificio sacro risalente al 1591 e considerato tra i più belli di tutto il vasto patrimonio chiesastico tranese.

Lo stesso parroco, don Gaetano Lops, che da più giovane e per più anni aveva partecipato con il CTG a tale iniziativa, è impegnato in prima persona nella riuscita della manifestazione interpretando il ruolo di S. Giuseppe. Un esempio che viene seguito da numerosissimi parrocchiani e dalle associazioni insite nella Parrocchia: Associazione Santa Maria del Pozzo – Gruppo Famiglia – Azione Cattolica Parrocchiale – Gruppo Scout Agesci Trani 2 – Casa di Riposo – CTG Il Castello Trani.

Si prevedono circa ottomila visitatori tranesi e di paesi vicini e lontani che, in tutta sicurezza e serenità potranno visitare questa sacra rappresentazione considerata unica in tutta la Regione Puglia per la notevole quantità di attrezzi rari di mestieri da tempo scomparsi che caratterizzeranno tutto lo scenario illuminato da piatti in cera e da torce speciali realizzate a mano.

Duecento i partecipanti che daranno vita con ruoli diversi allo svolgersi quotidiano di uno “spaccato di vita di 2000 anni fa” nel mentre veniva alla luce Nostro Signore Gesù Cristo. Cinquanta i giorni di preparazione, quaranta i quadri scenografici sparsi nella pineta e nella zona antistante la chiesa, quindici i “Gesù Bambino” di 4,5 e 6 mesi che si sono alternati, vario il bestiame utilizzato.

Uno scenario da sogno, così lo descrivono i visitatori. Sublime ed intensa la Natività posta nell’androne della cinquecentesca chiesa. Per decisione dell’organizzazione parrocchiale, sono state eliminate la presenza di guide lungo tutto il percorso affinché ognuno, nel silenzio, può meglio ascoltare l’urlo di pace e amore che si eleva da più parti, dal cuore di uomini di buona volontà.

Il visitatore, immerso nella luce calda e soffusa dei 400 piatti di cera che illuminano il percorso, sfiorato dalla musica sacra, per incanto potrà sentirsi fuori dalla realtà di ogni giorno e scoprire nell’atmosfera magica del Presepe, il senso della solidarietà, della cooperazione, dell’amicizia, di pace e serenità di cui oggi si ha tanto bisogno. Ogni Natale è importante per “il forte bisogno di pace nel mondo”.

Obiettivi, questi, pienamente raggiunti negli anni passati, obiettivi che oggi, più che mai, assumono un rilevante significato, considerata la delicata situazione politica mondiale. E non è tutto. La presenza della massima autorità ecclesiastica l’Arcivescovo di Trani, Mons. Pichierri completerà il quadro gioioso della rappresentazione. Lo stesso Arcivescovo, in una passata edizione, dopo aver pregato dinanzi alla Natività, rivolgeva a tutti i presenti parole di grande significato e valore morale e cristiano, invitando tutti a riflettere sul “mistero della venuta al mondo di Nostro Signore Gesù Cristo”.

Ormai questa iniziativa rappresenta un evento ed un patrimonio culturale di interesse nazionale, una tradizione popolare che appartiene di diritto a tutta la città di Trani e non solo del Quartiere S. Angelo, luogo in cui è ubicata fisicamente la chiesa.

La rappresentazione si avvale della collaborazione di parrocchia, amministrazione comunale, Amet, Amiu, confraternita della Misericordia, cooperativa Re Manfredi, studio fotografico Luciano Terlindo.


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