Se gli animalisti l’avessero sempre vinta, l’episodio registratosi ieri a Bari non avrebbe mai avuto luogo. Curiosamente, al centro del fatto di cronaca avvenuto nel capoluogo, di cui oggi tutti parlano, vi è proprio quel circo, il “Lidia Togni”, contro il quale il movimento animalista di Trani, capeggiato da Raffaella Merra, aveva inscenato recentemente una sfiancante protesta, misurandosi polemicamente anche con la stessa famiglia circense.
A Bari è accaduto che il domatore sia entrato in gabbia ed il leone, dopo aver fatto per qualche istante le fusa, abbia varcato la porta andando in pista, in libertà, a poca distanza dal pubblico seduto nelle prima fila: risultato, panico tra gli spettatori ed una donna portata via dal 118 in stato di choc.
Oggi il direttore tecnico del circo, Vinicio Togni, ha minimizzato l’accaduto: «Ha fatto due passi fuori della gabbia ma è rientrato subito. Abbiamo cinque leoni ed uno è stato cresciuto con il biberon dal domatore, quindi non c'è mai stato pericolo. Tutto è stato sempre sotto controllo e non c'è mai stato bisogno di interrompere lo spettacolo. Il leone che è stato qualche secondo fuori dalla gabbia, poi, in realtà è un cucciolo affettuoso. Anzi, adesso, tutti chiedono un posto a sedere il più possibile vicino al nostro leone».
Questo episodio, in ogni caso, non sarebbe mai potuto accadere a Brindisi, dove invece il sindaco Consales, da qualche mese, ha proibito ai circhi di utilizzare animali durante gli spettacoli.
