Questa mattina, nella zona di via Duchessa d’Andria in cui ieri sono stati ritrovati morti azzannati due cani, si sono recati, dopo segnalazione gli attivisti dell’associazione animalista Leidda. Sul luogo è stato visto un branco di cinque cani randagi che potrebbero essere i responsabili dell’episodio di cui si è molto parlato ieri: sono stati descritti come trasandati, pericolosi ed affamati.
Nel frattempo il presidente del sodalizio, Raffaella Merra ha diffuso una nota per informare l’opinione pubblica del fatto che «ieri la sottoscritta ed il dottor Donato Salomone, veterinario, si sono recati nei pressi di via Duchessa d’Andria, dove abbiamo verificato che due carcasse di cani meticci giacevano sulla strada dilaniati. Il dottor Salomone – chiarisce Merra -, dopo un'attenta visita escludeva che gli animali fossero stati attinti da colpi di arma da fuoco, ma riteneva che i due cani fossero stati sbranati da un branco di altri cani affamati. Ma non escludeva neanche che le ferite potessero essere state provocate dall'attacco di un cinghiale inferocito».
Secondo Merra, «il fenomeno del randagismo incontrollato continua a sfuggire all'attenzione degli enti preposti (Asl e Comune) e viene arginato dall'opera instancabile dei numerosi volontari delle associazioni animaliste. Eppure, tutti i randagi del territorio comunale, come tutti i cani domestici, dovrebbero essere censiti e chippati perché, così facendo, non vi sarebbe difficoltà nel rintracciare i proprietari, anche in situazioni di emergenza. La legge prevede pesanti sanzioni per gli inadempienti, ma se gli inadempienti fossero gli organi istituzionali preposti ed un branco di cani affamati dovesse aggredire una persona, di chi sarebbero le responsabilità? Forse – conclude Merra – l’increscioso episodio verificatosi in data odierna (ieri, ndr) si sarebbe potuto evitare se le numerose, quanto infruttuose segnalazioni all'amministrazione comunale fossero state prese in seria considerazione».
Sempre da Merra, si apprende che l’altro giorno, in via delle Tufare, nei pressi del sito archeologico di Santa Geffa, un altro cane randagio è stato investito da un veicolo pirata: l’animale è stato soccorso e salvato dagli animalisti dopo alcune chiamate d’intervento agli enti pubblici che si sarebbero rivelate vane.
