La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il sig. Giuseppe Giusto) prosegue con Maraldo da Trani. Vi ricordiamo che per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una piccola pillola.
Da via M. Pagano, angolo via Pedaggio Santa Chiara n.2, sino a corso M.R.Imbriani. Di fronte si ha il cavalcaferrovia (viale Spagna) che porta al Quartiere Europa. Nel P.R.G. del 1888 risulta chiamarsi "via Fanfulla", facendo coppia con la parallela "via Ferramosca", due denominazioni in ricordo di due dei tredici italiani della disfida di Barletta che i redattori evidentemente volevano proporre, ma mai approvati così come non fu mai approvato il Piano Regolatore. Al posto dei due nomi di personaggi storici riguardanti piuttosto Barletta che Trani, furono scelti, con molta probabilità della commissione comunale nominata nel 1901, due nomi di personaggi della storia di Trani. Uno è, appunto, quello di Maraldo.
Tra la fine del primo millennio e l'inizio del secondo, Trani si ribellò più volte al dominio bizantino. Tra i rivoltosi tranesi più audaci vi fu Maraldo, che "nel 988 Maraldo mise apertamente l'opera sua per rovesciare ogni avanzo di dominio greco". La lotta continuò per molti anni ancora, e Maraldo decise di far parte di una fazione antibizantina, insieme ai longobardi Ioannizio e Romualdo, partecipando alle famose insurrezioni del 1010 in cui fu protagonista il barese Melo, e del 1017. Ambedue le rivolte fallirono e la città fu riassoggettata da Ligorio Topoterita. Nella prima venne ucciso il capo della milizia tranese Ioannizio Protospata, mentre nella seconda Romualdo fu preso prigioniero e deportato a Costantinopoli, e a Maraldo furono confiscati i beni, che il turmarca di Trani Boioanne da Falcone nel 1021 cedette all'abbazia di Montecassino. Secondo l'interpretazione degli storici, tale donazione evidentemente di una certa consistenza, "mirava a staccare Pandolfo, principe di Capua e fratello dell'Abate di Montecassino Atenolfo, dall'orbita dell'imperatore germanico, per attirarlo in quella dell'imperatore di Oriente". Maraldo è così entrato nella storia tranese essendo stato al centro, suo malgrado, di "una grossa operazione, diciamo così, di politica internazionale" dell'XI secolo.
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Matteo Renato Imbriani
Nicola de Roggiero
Simone de Brado, Angelo de Bramo
Giuseppe de Robertis
Maria Ciardi, Vincenza Fabiano
Felicia Nigretti, Anna Teresa Stella
Antonio Piccinni
Goffredo da Trani
Boemondo d'Altavilla
Giovanni Beltrani
Raffaele Lettini
Francesco Cutinelli
