Una serata sobria e profonda allo stesso tempo, un bel raggio di luce a poche ore dall’entrata di una data, il 27 gennaio, inevitabilmente ed indissolubilmente legata ad una tragedia che, oggi, è una gran risorsa per un mondo migliore.
Questo il clima che si è respirato sabato sera, nella biblioteca comunale di Trani, in una serata imperniata su una «lectio magistralis», del professor Ugo Villani, dal titolo «La repressione internazionale del crimine di genocidio», e sulla presentazione e donazione alla biblioteca comunale “Giovanni Bovio” del primo volume «Thesaurus musicae concentrationariae» (Editrice Rotas)», di Francesco Lotoro. A margine un recital di musica scritta nei lager durante la seconda guerra mondiale, a cura del quartetto d’archi «I suoni del sud», primo violino Alfonso Mastrapasqua, baritono Angelo de Leonardis
Questo il ricco programma della serata, promossa dall’Assessorato comunale alla cultura, con gli interventi, anche del sindaco, Gigi Riserbato, dell’assessore alla cultura, Salvatore Nardò, del primario del reparto di chirurgia vascolare presso il Policlinico di Bari e di Guido Regina (membro della Comunità ebraica di Trani).
Riserbato ha aperto la serata mostrando la foto storica di un campo profughi di ebrei a Trani, verosimilmente presso l’odierna sede del Commissariato di pubblica sicurezza. E sull’ingresso di quel campo vi era una scritta di saluto all’Italia, «ed un riconoscimento ad una città che li avrebbe nuovamente accolti, lasciando che gli ebrei continuassero a vivere la propria vita ed osservare i loro riti e tradizioni».
Guido Regina ha, a sua volta, richiamato quanto «L’intero ebraismo è fondato sul ricordo: ricordare e custodire la memoria. E proprio la custodia ha favorito la conservazione del popolo ebraico, illuminando un presente ricco e prezioso, nel quale ci sentiamo più che mai integrati ed a casa».
Per Ugo Villani, «il giurista, deve riflettere sulla vera prevenzione di questi crimini: i genocidi sono nati da un problema di educazione di chi ha creduto nella superiorità della propria razza. Ed il mondo, purtroppo, ancora oggi è pieno di razzismo. Ne consegue che la prevenzione si gioca, soprattutto, sul piano culturale: in questo modo eviteremmo che si realizzi il timore di Primo Levi: “E’ accaduto, potrà accadere di nuovo”».
Anche Nardò ha citato Primo Levi, non prima di avere ringraziato i relatori «per averci regalato una serata indimenticabile alla pari di eventi che hanno segnato l’intera umanità».
Infine Francesco Lotoro, responsabile culturale della comunità ebraica di Trani. Nel donare simbolicamente al sindaco ed al direttore della biblioteca “Giovanni Bovio”, Daniela Pellegrino, alla biblioteca la sua nuova opera musicale, “Thesaurus musicae concentrationariae”, ha precisato che «questo è un regalo, come tutti gli altri, non mio, ma dell’intera comunità ebraica: noi condividiamo tutto, nel bene e nel male, ma quel che più ci inorgoglisce è il sentirci veramente a casa qui a Trani, alla cui amministrazione e cittadini saremo per sempre grati».
