Un anno fa aveva luogo il consiglio comunale monotematico, presso la sala conferenze dell’ospedale “San Nicola Pellegrino”, in cui l’intera assemblea (tranne i Verdi) e molti cittadini, indossarono i camici bianchi per protesta contro Regione ed Asl da una parte e, dall’altra, vicinanza agli operatori del presidio ed ai pazienti. Da lì nacque un ordine del giorno che non è riuscito, peraltro, a salvaguardare granché: le chiusure sarebbero andate avanti.
Oggi, dopo la catena umana dello scorso 10 novembre, nonché alcune manifestazioni annunciate e non effettuate (trasferta alla Regione in treno prima, occupazione di ambienti ospedalieri poi), domenica scorsa il sindaco, Gigi Riserbato, nel corso di «Appuntamento con Trani», a Radio Bombo, ha rilanciato così: «Mi piacerebbe si formi un gruppo di allarme sociale sull’ospedale, formato dal sottoscritto, dal rappresentante apicale della Procura della repubblica, dall'assessore regionale alla salute, dal presidente del consiglio e dai rappresentanti sindacali. E stiamo pensando di fondare anche un comitato L328X, che è la denominazione catastale del Comune di Trani, parallelamente alla felice intuizione di Canosa. E non credo che, se Canosa sta avendo ascolto presso la Regine, è perché abbia una corsia preferenziale giacché il suo governo è di centrosinistra. Il problema è che il diritto alla salute non si può mortificare così e, noi, siamo pronti a batterci fino in fondo».
