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Trani, i Verdi presentano proposta di delibera di Consiglio Comunale sulla Cementeria: «Revoca della variante urbanistica, se ne parli subito»

«Ieri mattina, facendo seguito alle nostre sollecitazioni formali e vista l'inerzia della amministrazione, abbiamo depositato e protocollato nel rispetto del Regolamento del Consiglio Comunale una proposta di delibera di Consiglio Comunale, con allegata relazione illustrativa da noi redatta, avente ad oggetto la revoca della variante urbanistica concessa il 16.6.2010 per la realizzazione nella nostra città di una cementeria (impianto per produzione di clinker).

Ci aspettiamo che, in breve tempo, tutti i rappresentati istituzionali interessati ad istruire l'argomento, ivi compresi gli ambientalisti elettorali, quelli approfittatori per fini personali e quelli cc.dd. "della domenica", diligentemente, si attivino nel pieno rispetto dei loro doveri, in modo che le proposta possa essere discussa senza ulteriori perdite di tempo in Consiglio Comunale.

Come al solito gli altri le parole, gli insulti, le calunnie ed anche i voti a noi il duro lavoro dei fatti concreti nell'interesse della collettività!» 

Michele di Gregorio

Francesco Laurora

Verdi Trani

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLA PROPOSTA DI DELIBERA CONCERNENTE LA REVOCA DELLA DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 21 DEL 16.6.2010.

Con la delibera n. 21 del 16.6.2010 il Consiglio Comunale autorizzò, a maggioranza, la variante urbanistica richiesta dal legale rappresentante di due società produttrici di clinker (materia utile alla produzione del cemento) proprietarie di una serie di suoli in agro di Trani, sulla strada Provinciale Trani-Andria.

La variante urbanistica con la quale il Comune autorizzò la trasformazione dei suoli di propeità della Beton Cave s.r.l. e della Beton Bitume & Cave s.r.l. da Zona Agricola E2 - ATE in Zona D3 - Produttiva di nuovo insediamento, aveva lo scopo di poter permettere la realizzazione di una struttura industriale per la produzione di clinker e micro - macinazione.

La variante venne approvata anche per le possibili ricadute positive sui livelli occupazionali della città considerato che, la delibera di Consiglio prospettava un impiego di circa 80 - 90 unità lavorative per la gestione dell'impianto.

Tuttavia, alla luce del fatto che a distanza di quasi tre anni dall'approvazione della variante nessun atto concreto è stato posto in essere dai titolari della stessa; che la crisi economica generalizzata ha portato alla chiusura di numerosi impianti Italiani che effettuavano la stessa produzione prevista per l'impianto progettato nell'agro di Trani, ma soprattutto per l'impatto ambientale negativo (per le emissioni atmosferiche e per l'aumento del traffico veicolare pesante) che lo stesso comporterebbe in una zona già gravemente compromessa per la presenza della discarica Amiu e della discarica Ecoerre, nonchè della ricicleria, appare opportuno rivedere la suddetta scelta fatta dal Consiglio Comunale di Trani.

Per tale motivo infatti l'impianto è stato sempre osteggiato sia da numerose associazioni cittadine, sia dalle associazioni di categoria degli agricoltori che con la realizzazione dell'impianto vedevano compromessa la qualità dei prodotti che nella zona vengono coltivati con gravi ripercussioni negative in termini di perdita di profitto e occupazione ( a tal proposito si ricorda una petizione sottoscritta da numerosi agricoltori, che manifestavano contrarietà al progetto protocollata al Comune  ma mai riscontrata dall'amministrazione).

A tali motivazioni si aggiunga anche il fatto che, almeno nelle dichiarazioni programmatiche, l'amministrazione sembra voglia ridurre il conferimento dei rifiuti in discarica, per l'avvio della raccolta differenziata c.d. "spinta", con la conseguente possibilità di bonifica, sia pure in prospettiva molto lunga, dell'intera zona.

Infine si deve considerare che la concessa variante costituisce un precedente che potrebbe spingere altri privati a chiedere lo stesso trattamento con modifica totale delle indicazioni Urbanistiche della zona.

Tuttavia, consapevoli che la revoca della delibera potrebbe determinare conseguenze negative per il Comune di Trani, per l'aspettativa che la stessa ha riconosciuto al soggetto autorizzato, riteniamo che preliminarmente occorra verificare le possibile conseguenze della revoca della delibera.

Per questo la nostra proposta non è una proposta di revoca sic et simpliciter ma tende anche a cautelare il nostro Comune che deve valutare con attenzione gli possibili scenari derivanti dalla scelta di revoca, anche se, per quanto ci riguarda, riteniamo che il diritto ad un ambiente salubre e la salvaguardia della nostra economia agricola debbano avere sempre la priorità nelle scelte dell'amministrazione collettiva.


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