Dopo il fortunato esordio con l’avvincente thriller «La follia omicida di una donna fantasma», l’autore tranese Domenico Valente presenta il suo nuovo lavoro, «Aranuthon. La genesi del male», pubblicato con i tipi di «Prospettiva editrice». Appuntamento alla libreria «La Maria del porto», in via Statuti marittimi 42, domenica prossima, 16 giugno, alle 19.
Saranno ospiti i «Ghost hunters Puglia», che parleranno della loro esperienza nel “gosthunting” e, in particolare, delle loro indagini eseguite all’interno del castello di Trani. Le letture dei brani saranno affidate alla voce dell’attrice tranese Enza Trione, con la collaborazione di Micaela Nichilo e Stefano Ceci.
Intanto, pubblichiamo una recensione del prof. Filippo Ungaro, già noto ai nostri lettori per svariati articoli e suoi interventi, pubblicati sulle pagine del nostro giornale telematico o sul nostro quindicinale “Il Giornale di Trani”. In qualità di prefatore del sequel del precedente lavoro di Domenico Valente, il prof. Ungaro ha concesso alla nostra Redazione la pubblicazione di detta recensione, che nella versione integrale è uscita sull'ultimo numero de “Il Giornale di Trani”.
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Il concittadino Domenico Valente”, scrive, “ha da poco pubblicato il suo secondo ed avvincente ‘thriller’. Gli studiosi di Criminologia […] sono concordi nell’evidenziare l’importanza di una minuziosa e capillare analisi della ‘crime scene’ ai fini dell’individuazione del colpevole.
In simile ottica è decisamente orientato il 2° impegno letterario di Domenico Valente,
scrittore tranese provetto nel descrivere i misteriosi messaggi, d’ampio afflato metapsichico, che il fascinoso e mediterraneo ‘borgo antico’ cittadino, forte di storie antiche e leggende fantasmagoriche su infelici creature femminili, evoca nell’animo di quanti lo visitino, affascinati non poco dall’incantevole ‘location’ a ridosso del porto e della ‘Regina delle Cattedrali’ d’Apulia.
[…] Dopo il meritato successo del suo primo ‘thriller’ in perfetto genere ‘horror’ (cfr. “La follia omicida di una donna fantasma”, Ed. Matarrese, Andria, Nov. 2007), l’autore recensito torna a proporre ai lettori, in uno stile del tutto degno della migliore tradizione del ‘crime noir’, il ‘sequel’ della terribile e cruenta storia di Agnese, il cui esagitato fantasma è stato cagione, materializzandosi più volte, ‘progrediente tempore’, di una lunga serie di efferati delitti nel circondario di Trani, a partire dal lontano 1449.
[…] ‘Aranuthon’ intende attuare uno scellerato progetto, ovvero quello di impadronirsi, in ripugnante sodalizio criminale con altri esseri demoniaci (Astrnoth, Agliath, Nebros, Benaut, Anaton, ecc.), d’ogni parte dell’orbe, costituendo in Trani un solido avamposto per il sinistro fine.
Egli si ostenta sotto le spoglie di un bimbo nudo o di un giovane dall’apollinea bellezza. Un prezioso e misterioso monile si rivela, per fortuna, come il rimedio iniziale per dare l’avvio ad un complesso ‘iter’ di liberazione della Città dal male.
[…] Due giornalisti, coadiuvati da Betty, una bella, procace e sensuale segretaria di redazione, coinvolta… nel mistero, penetrano, al termine di una laboriosa indagine, nel Maniero Svevo di Trani: dopo avere percorso, ‘sulle tracce del passato’, un interminabile e sotterraneo cunicolo (che sembra ricordare la fosca “natural burella” del canto XXXIV dell’Inferno dantesco), giungono in un luogo, ove li aspetta un finale da brivido!
In 15 capitoli di ottima fattura, seguiti da un ‘Epilogo’ (ricco di ulteriori accadimenti), il bravo autore, ‘Valente’ di nome e di fatto, organizza, così, una perfetta trama narrativa con singolari personaggi, i quali ci ricordano, senza affatto sfigurare, i ‘Racconti’ di E. A. Poe (1809 – 1849) ed alcuni protagonisti (ad es. Hercule Poirot e Miss Marple) di Agata Christie (1890 – 1976).
[…] La prefazione, a cura di chi scrive la presente recensione, è finalizzata soprattutto ad evidenziare il forte impegno analitico di Domenico Valente, di cui l’opera esprime, attraverso numerose metafore, allegorie e riflessioni, velatamente soffuse nel contesto narrativo, una garbata condanna etico-morale di taluni aspetti dell’odierna società, e, cioè, l’indifferenza, l’apatia intellettuale, l’egoismo consumistico, l’affarismo ad oltranza, l’oltraggio sistematico dell’ambiente e quant’altro, con il degrado dei veri valori del vivere, evoca il male” […].
