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«Appuntamento con Trani», Sotero: «Nello sport ripartiamo dai giovani, con nuovi investitori nel calcio. Il "Tif"? Grande scommessa»

Per «Appuntamento con Trani», l'ospite di questa domenica è stato l'assessore allo sport e turismo, Fabrizio Sotero, che ha raggiunto i nostri studi dopo avere dato simbolicamente il via alla «Festa regionale della categoria “Esordienti” della Figc, C tenutasi ieri mattina, presso la “Polisportiva Ponte Lama”, con centinaia di ragazzi provenienti da tutta la Puglia insieme con le loro famiglie».

Evidentemente, assessore, in città c'è anche tanta voglia di pratica di sport: l’Olimpia campione regionale nel basket, Sofia Galati campionessa pugliese del nuoto. Forse bisogna ripartire dai giovani e dalle scuole, realizzando progetti ed aprendo quelle palestre alla città.

Infatti, l'obiettivo è proprio questo. Insisteremo sui progetti e sul sempre più frequente utilizzo delle palestre scolastiche da parte dei ragazzi. Confidiamo su una sempre più stretta collaborazione dei dirigenti scolastici.

Ci conferma che allo stadio comunale si demolirà la gradinata per farci, sulle ceneri, un centro sportivo polivalente?

Ormai l'orientamento è quello. Lo stadio, così com’è, non ha grosse prospettive future. Invece, proprio per la pratica di sport che si nota in città, questo progetto opportunamente finanziato con i Programmi di rigenerazione urbana, può fare la differenza.

I fari allo stadio sono ancora compatibili con tale progetto? Forse aiuterebbero le tante società del futuro centro sportivo a realizzare manifestazioni serali.

Sì, ma solo se saranno i privati a farsene carico. Serve tornare a ragionare con le aziende telefoniche che vogliano, eventualmente, realizzare dei ripetitori che fungano anche da tralicci per l'illuminazione.

Cosa risponde a chi l’accusa di un presunto silenzio assordante su quello che è accaduto alla squadra di calcio?

Il mio non è stato un silenzio assordante, ma un lavoro sotto traccia di continua mediazione, soprattutto per mitigare il rapporto fra le due società (Fortis e Polisportiva, ndr) da sempre in conflitto tra loro per i problemi attinenti la gestione e l'utilizzo dello stadio comunale. Inizialmente, pareva si potesse raggiungere un risultato proficuo, ma poi, purtroppo, così non è stato. Nel frattempo, anche la stagione della squadra di calcio ha preso una piega che, da tifoso in primis, mi spiace abbia portato alla dolorosa retrocessione. Tengo a precisare che l’abbonamento l’avevo regolarmente acquistato per sostenere la società, ma, adesso, probabilmente serviranno nuovi investitori per rifondare il calcio a Trani: resettare prima, ripartire poi.

Il «Trani international Festival è un pacco regalo che vi è stato recapitato dalla Regione Puglia, o vi è, in cambio, molto di vostro?

È un marchio del Comune di Trani, nel segno di un’identità ed unicità di manifestazioni. L’idea dell'amministrazione comunale era di costituire un cartellone di largo respiro. Il patrimonio monumentale ce l'abbiamo, gli scenari non ci mancano, serviva ancora la qualità e questa arriva anche dal felice connubio sinergico con la Regione Puglia. Per questo, non parlerei di attribuzioni, ma di una reale collaborazione fra i due enti.

Ma non si sarebbe potuto finanziarlo, almeno, metà voi e metà la giunta regionale?

Intanto dovevamo partire con questo progetto e farlo entrare nel sistema delle cose importanti che si fanno nella nostra regione ad evidenza nazionale ed internazionale. Poi, da cosa nasce cosa. «I dialoghi di Trani» non sono diventati così importanti dal primo anno, ma crescendo di anno in anno.  

Ma per le altre manifestazioni dell’Estate tranese, che intenzioni avete? Vi sarà una selezione?

Assolutamente sì, seguendo alcuni criteri di priorità. Privilegeremo quelle di più lunga data, quelle a respiro nazionale ed internazionale quelle che interesseranno le periferie e, naturalmente, quelle che ci faranno risparmiare di più mantenendo la qualità.

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L’intero resoconto della trasmissione comparirà sul prossimo numero de «Il giornale di Trani».


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