Vengono nuovamente al pettine, e questa volta dal punto di vista sindacale, i problemi della darsena comunale, intorno alla quale la civica amministrazione (proprietaria della struttura), per la verità, insieme con l’ Amet (gestore del servizio ai diportisti), sta operando una profonda riflessione che poterà, a breve, ad un nuovo piano operativo da sottoporre all’attenzione del consiglio comunale.
Al momento, però, la situazione non è rosea, soprattutto per i lavoratori stagionali che sono rimasti a casa per via delle passività che il servizio ha progressivamente fatto registrare. Ed è in questa direzione che la segreteria provinciale del sindacato Usb - Lavoro privato lamenta «l’inoperosità degli organi comunali circa la soluzione dei problemi relativi al servizio darsena».
In una nota inviata al sindaco, Gigi Riserbato, ed ai vertici di Amet, rispettivamente il presidente, Renato Nugnes, e l’amministratore delegato, Maurizio Di Pantaleo, il segretario provinciale del sindacato, Roberto Ferrante, lamenta la presunta «inadeguatezza da parte di chi gestisce un servizio pubblico essenziale per la città, e che dovrebbe essere volano di economie sostanziali, come hanno compreso tutti quei comuni italiani che stanno investendo cospicui capitali per la realizzazione di pontili e servizi finalizzati alla ricezione veicolare marittima, con sempre maggiori introiti nelle loro casse».
Invece, cosa starebbe accadendo a Trani? «Da noi il servizio langue e si trascina privo di servizi e logistica – sostiene l’Usb -, scoraggiando e limitando il numero la permanenza degli attracchi, che sono causa prevalente dei disavanzi economici».
E qui emergono le divergenze sulla gestione della darsena. A detta dell’Usb, infatti, «chi dovrebbe gestire managerialmente il servizio pone in essere una mera quadratura di bilancio a spese dei lavoratori che prestano stagionalmente servizio presso la darsena, vedendosi ridurre le ore di lavoro ed i periodi di stagionalità senza che si sia fatta una seria valutazione dei costi e, soprattutto, dei mancati profitti causati da chi vuole garantirsi il proprio interesse».
In cambio, cosa propone l’Usb? «Già dal 2011 – ricorda Ferrante - ponemmo in essere il piano che previde, senz’alcun onere maggiore di costo, la sostituzione del servizio di guardiania notturna, non abilitato alla ricezione degli attracchi, con l'utilizzo di personale specializzato “part time”». In altre parole, un servizio notturno affidato ai lavoratori stagionali, e non ai vigilanti, «per garantire loro il regolare orario di lavoro ed alla darsena un miglior servizio di ricezione, magari attraverso le economie residue di ulteriori pontili, ma tutto è rimasto inascoltato».
La richiesta, pertanto, è «promuovere un confronto costruttivo – conclude Ferrante -, sperando che già in quell'occasione ci si possano comunicare notizie positive a riguardo del servizio darsena e dei lavoratori ad esso legati».
