Proprio mentre il consigliere comunale dei Verdi, Francesco Laurora, sollevava il problema di palazzo Nigretti (immobile privato concesso in locazione al Comune di Trani per ospitarvi sezioni del Tribunale) e della sua presunta, carente manutenzione, nella stessa giornata, a palazzo Gadaleta (di proprietà in questo caso del Comune di Trani), veniva giù un pezzo di capitello senza, per fortuna determinare danni a cose e persone.
La circostanza, peraltro, fa riemergere ancora una volta i gravi rischi che si corrono in questo immobile, una cui ala è sotto sequestro dall’ormai lontano 6 gennaio 2012, evidentemente non più del tutto sicuro.
Il distacco, per la cronaca, ha riguardato parte del capitello di una colonna ornamentale che racchiude una delle vetrate del primo piano. La parte di manufatto lapideo è precipitata al suolo dell'atrio del palazzo, da cui si accede sia alle scale sia all’ascensore.
La zona è quella che sovrasta il “portone vetrata” destinato ad unico ingresso di tutti coloro che frequentano il palazzo: giudici; avvocati; cancellieri; ufficiali giudiziari; segretari; praticanti avvocati; consulenti; cittadini. Questi ingresso era stato promosso a “principale”, giacché quello storico, in piazza Trieste, era stato chiuso per ragioni di sicurezza. Adesso, dopo quest’incidente, è stato riaperto l'ingresso di piazza Trieste e chiuso quello secondario che, momentaneamente, era diventato primario.
In questo valzer di situazioni, ma anche, e soprattutto, responsabilità, adesso ci si chiede cosa accadrà. Il Comune è stato subito informato dell'incidente, così come anche il presidente del Tribunale: inevitabile la convocazione della Commissione di manutenzione degli immobili giudiziari.
Peraltro, le due parti stanno cercando da tempo delle soluzioni alternative, ma si sta facendo fatica ad attuarle. Non è pronta la casa natale di Giovanni Bovio, non si sono fatti passi avanti sugli uffici dei capannoni Ruggia, tuttora non sono neanche disponibili i nuovi locali al piano terreno di Palazzo Carcano. E settembre, con la sempre paventata chiusura delle sedi periferiche del Tribunale e conseguente accentramento di tutti quegli uffici a Trani, è sempre più vicino.
(la foto dei calcinacci caduti è tratta da «La Gazzetta del Mezzogiorno»)
