Alla partenza del corteo, nessun amministratore è parso essere presente. Si sono intravisti, ai margini, alcuni attivisti di Trani futura e Sinistra ecologia e libertà e, a coeteo in corso, è arrivato il presidente del consiglio, Fabrizio Ferrante. «A noi bastano ed avanzano la presenza ed il conforto della gente», è stata la risposta degli organizzatori, duecento circa a fine percorso, secondo una prima stima.
È partita al calar del sole la protesta cittadina per un mare più pulito, a cura del «Comitato per il bene comune». Gli organizzatori, tra rulli di tamburi, striscioni, cartelli e palloncini colorati, hanno ripetutamente gridato al megafono le ragioni della loro azione e, soprattutto, del dissenso rispetto a quanto finora non si sarebbe fatto.
«La manifestazione - spiega Rossana Cellamare, portavoce del comitato organizzatore -, giunge come naturale conclusione del letargo istituzionale. Non ci sono stati e non si intravedono atti di indirizzo concreti in favore del nostro mare e delle nostre spiagge. Siamo stanchi - conclude il comitato – dell’assopimento istituzionale, a fronte del quale volenterosi ed attivi cittadini di Trani hanno promosso questa manifestazione».
Queste le richieste formali che si chiede ai cittadini di condividere con la loro firma: «Attivazione per una rapida risoluzione del problema del malfunzionamento del depuratore; immediato controllo degli scarichi abusivi lungo la costa; immediata risoluzione del problema degli accessi al mare, preclusi a gran parte dei cittadini, lungo la costa di levante; installazione dei cartelli di divieto di balneazione indicanti il motivo specifico del divieto; individuazione di aree per il parcheggio ed inserimento di bus navetta per il raggiungimento delle spiagge in sicurezza; messa in sicurezza della ex strada statale 16 con installazione di rallentatori; installazione di bidoncini per la raccolta rifiuti e posaceneri sulle spiagge; pulizia programmata e straordinaria delle spiagge; pubblicazione degli esiti delle analisi delle acque; realizzazione di accessi alle spiagge per disabili; installazione di bagni chimici; incremento dei controlli per fare rispettare la distanza di sicurezza di navigazione dei diportisti».
