«Mi hanno puntato un laser negli occhi, ho reagito d’istinto e ho sbagliato». Prima si giustifica e poi chiede scusa Giancarlo Cannone, medico sociale della Fidelis Andria, che nel corso dell'incontro di Coppa Italia di domenica scorsa fra la formazione locale e l’Usc Trani si era reso protagonista di alcuni gesti ambigui diretti verso la tifoseria tranese, alcuni dei quali ripresi e postati da tifosi su Facebook.
E sempre sullo stesso social network, ieri sera, Cannone ha fornito la sua versione rispondendo ad un utente: «A volte capita che la tensione della gara ed il comportamento inopportuno di qualche tifoso, munito di puntatore laser che te lo punta negli occhi, porti a compiere un gesto istintivo di cui poi ci si rammarica, poiché lo sfottò fa parte di ogni tifoseria».
Sulla stessa bacheca del professionista, però, risulterebbe rimosso un altro post, scritto precedentemente, nel quale Cannone aveva espresso giudizi poco lusinghieri nei confronti dei tifosi del Trani. Soprattutto quella frase aveva determinato il legittimo sentimento di tanti utenti tranesi di Facebook e, successivamente, la presa di distanze della Fidelis Andria dal gesto del suo tesserato: adesso Cannone è stato sospeso dall'incarico, nell'attesa che si scusi pubblicamente con tutti.
Probabilmente, le righe rilasciate nel corso della serata di ieri sono un primo passo verso la distensione degli animi, per non caricare ulteriormente, ed inutilmente di tensione il clima di una sfida che, per quanto ci riguarda, è solo quella del campo. E tale sfida, di 180 minuti, nei primi novanta, sempre sul campo, è stata vinta 2-0 dall’Andria su un Trani che non avrebbe meritato di perdere. E che, il prossimo 19 settembre, ha tutte le carte in regolare per ribaltare il discorso qualificazione.
