Era lì perché si rendeva necessario un controllo della zona a seguito di un esposto, da parte di un cittadino, che si riteneva molestato da presunte bande di teppisti che farebbero esplodere petardi in quella parte di territorio urbano. Invece, dopo avere trovato la piazza quasi completamente deserta di persone, per un agente della Polizia locale quella di oggi è diventata una mattinata di normale sconcerto.
Infatti, in piazza Natale D'Agostino, nel giro di soli cinque minuti, il vigile ha dovuto in parte sanzionare ed in parte richiamare i conducenti di ben sei veicoli, che avevano tutti parcheggiato in doppia fila, o sulle strisce pedonali, persino sotto i suoi occhi. Un distributore di merce, con il suo furgone, è addirittura tornato due volte nello stesso posto, parcheggiando in due zone diverse, ma sempre in doppia fila.
Quello che impressiona, peraltro, è la disinvoltura con cui chiunque cerchi di giustificare un comportamento che, pure, contravviene al Codice della strada: «E va bene, ma devo stare soltanto un minuto». «Sì, ma sto andando in farmacia».
Purtroppo è un malcostume diffuso ovunque, soprattutto in una città come questa in cui il corpo della Polizia locale, checché ne pensi qualche svagato e timoroso componente della prima commissione consiliare, ha un organico effettivamente ridotto all'osso anche perché così ha voluto la politica.
Succede, quindi, che i vigili non sono presenti non perché non vogliano esserci, ma perché davvero non ce ne sono. Quando, poi, se ne trova uno regolarmente al lavoro, la sua presenza pare diventi un orpello, un fastidio, anziché fonte di ausilio e servizio ai cittadini. E si finisce anche non solo con l’aggredirli, ma persino con il giustificare gli aggressori e fare passare i cronisti calunniatori ed i vigili attori. Così facendo, è difficile che una comunità cresca.
