Una convenzione con gli istituti penali di Trani per l'utilizzo di alcuni detenuti in lavori di pubblica utilità. È quella che il sindaco, Gigi Riserbato, ed il direttore delle due case circondariali cittadine, Salvatore Bolumetti, si apprestano a sottoscrivere per dare un senso compiuto, ed a 360 gradi, ad un progetto che già, per la verità, da diversi anni trova forma con la partecipazione di alcuni reclusi alle operazioni di pulizia delle spiagge da parte di Legambiente.
Evidentemente, anche e soprattutto alla luce del recente riconoscimento della cittadinanza onoraria tranese agli istituti penali di via Andria e piazza Plebiscito, le parti hanno ragionato sulla possibilità che i detenuti si rendano concretamente utili alla collettività della città in cui le carceri hanno sede, attualizzando, a distanza di quasi 160 anni, il messaggio in tal senso di Cesare Beccaria nel suo famoso trattato «Dei delitti e delle pene».
La notizia è emersa nel corso di «Appuntamento con Trani», andata in onda ieri su Radio Bombo. E proprio in seguito al quesito, posto da un ascoltatore in merito ai frequenti allagamenti del sottovia di Pozzopiano, il primo cittadino ha chiamato in causa la necessità «che l'opera, al di là della difficile risoluzione dei problemi delle pendenze, sia oggetto di manutenzioni pressoché quotidiane a causa della insufficienza delle caditoie. E – ha spiegato - poiché il cantiere comunale è ormai totalmente sprovvisto di dipendenti e, tra l'altro, gli affidamenti alle cooperative hanno costi elevati e tempi limitati, dobbiamo pensare a soluzioni alternative che assicurino la continuità di queste manutenzioni».
È per questo che s’è pensato che un certo gruppo di detenuti effettuino queste operazioni, rendendo davvero un fondamentale e gradito pubblico servizio. E non sarebbero soltanto questi, peraltro, i lavori in cui impegnare questa manodopera: si pensa anche a pitturazioni di panchine e strisce pedonali, colmatura di buche stradali, lavori di minuta manutenzione in genere.
Ovviamente, perché questo avvenga, vi è bisogno che l’Ufficio tecnico e la direzione delle case circondariali sottoscrivano un apposita, formale convenzione. Pertanto, fino a quando non saranno ben chiari i compiti da assegnarsi, non si potranno conoscere i tempi con cui fare partire il progetto. «Ormai, però, siamo sulla strada buona - dice Riserbato - e ci teniamo tanto, per riempire di contenuti un percorso di recupero che dovrebbe essere comune a tutti i reclusi. E Trani vuole essere per loro la migliore palestra possibile per un rapido ed efficace reinserimento nella società».
