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Rifiuti «non pericolosi e pericolosi», la Provincia autorizza un nuovo impianto di «trattamento e messa in riserva» a Trani

Non si chiamano discariche, ma sono pur sempre progetti – approvati – che incideranno sia sul panorama degli insediamenti produttivi in città, sia sull’ambiente. Infatti, il dirigente del Settore rifiuti e bonifiche della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Vito Bruno, ha autorizzato un «impianto di trattamento per rifiuti speciali non pericolosi e messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi». Prenderà forma in via Fontanelle, secondo quanto progettato e proposto dalla società «Bat Ambiente Srl», che ha sede a Trani in via Pola 19.

La richiesta risale al 18 settembre 2012 e, da allora, i proponenti hanno dovuto produrre chiarimenti in merito a diversi punti, soprattutto su sollecitazione dell’Arpa. Il quantitativo trattabile massimo giornaliero sarà di 8 tonnellate, quello massimo annuo di 2400. La capacità di stoccaggio istantanea massima sarà di 90 tonnellate per i rifiuti non pericolosi e 12 per i rifiuti pericolosi. L’autorizzazione ha la durata di dieci anni, rinnovabili.

Numerosi gli obblighi da osservare, a cominciare dallo stoccaggio di batterie esauste. Infatti, «allo scopo di rendere nota la natura e la pericolosità dei rifiuti – si legge nel provvedimento -, i contenitori mobili delle batterie esauste devono essere opportunamente contrassegnati, conformemente alle norme vigenti in materia di etichettatura di sostanze pericolose, con l’indicazione del rifiuto stoccato e dei componenti chimici; detti contrassegni siano ben visibili per dimensione e collocazione». Inoltre, «la movimentazione delle batterie, nonché dei contenitori mobili contenenti le batterie esauste deve essere effettuata con particolare cura, in modo da evitare spandimenti di liquidi elettrolitici all’esterno dei contenitori». Ed ancora, «le soluzioni elettrolitiche, versate accidentalmente sul fondo del container, devono essere periodicamente raccolte da ditte specializzate ed autorizzate. I rifiuti destinati allo stoccaggio provvisorio devono essere successivamente inviati prioritariamente ad impianti di recupero regolarmente autorizzati, e subordinatamente, qualora non sia possibile il recupero, ad impianti di smaltimento regolarmente autorizzati. Deve essere costantemente verificata la tenuta del contenitore di stoccaggio delle batterie esauste»

Per quanto concerne la gestione delle aree, «la società dovrà mantenere una adeguata impermeabilizzazione della pavimentazione, con caratteristiche adeguate alla tipologia dell’attività, mentre gli spazi adibiti a deposito rifiuti devono essere fisicamente separati tra loro e dotati di apposita cartellonistica, indicante il Cer, sia per i rifiuti in ingresso che per quelli prodotti dall’azienda». Nell’autorizzazione si prescrive anche di «allestire le aree di conferimento e stoccaggio dei rifiuti e stoccaggio delle componenti ambientalmente critiche su superfici impermeabili e con pendenza tale da convogliare gli eventuali liquidi in apposite canalette ed in pozzetti di raccolta».

Infine, la gestione dei rifiuti: «Non si dovranno eseguire miscelazioni di rifiuti tra loro non compatibili e che possano, così, pregiudicare l’efficacia del trattamento finale e la stessa sicurezza del trattamento. E, comunque, non si dovranno eseguire miscelazioni di rifiuti in difformità da quanto indicato per legge».

Si tratta, per la cronaca, della seconda approvazione riguardante impianti di trattamento di rifiuti speciali a Trani, e sempre in contrada Fontanelle. La precedente accoglieva la «domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, relativa ad un impianto di recupero di rifiuti non pericolosi, sito in contrada Fontanelle». La proposta veniva dalla ditta «Sider Tra», di Trani, il cui impianto, un piattaforma di recupero e riuso di materiale ferroso, dell’estensione di 4300 metri quadrati, è in esercizio dal 2000, ma necessitava di una «modifica sostanziale» in ordine all’emissione diffusa di polveri.


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