«Apprendiamo con favore la decisione degli organi del Partito democratico di Puglia di inserirci nell’albo degli iscritti al Pd». Lo afferma Fabrio Ferrante, presidente del consiglio comunale di Trani e coordinatore dei comitati Renzi in Puglia. «Siamo certi - sottolinea Ferrante - che questa fase congressuale determinerà un cambiamento ed una nuova prospettiva per il partito. Ed a livello locale , anche se ci sono questioni da risolvere, siamo sicuri che, con la buona volontà di tutti, sarà possibile una fase nuova. Conseguentemente, aderiremo al gruppo Pd nel consiglio comunale di Trani».
In altre parole, il ritorno di Fabrizio Ferrante e del suo movimento civico nel Partito democratico è cosa fatta. In realtà, gli imminenti appuntamenti a carattere nazionale del Pd sembra siano inducendo gli organi decisionali a favorire il superamento di tutte le situazioni di contrasto delle varie realtà locali, e Trani era una di quelle.
Ferrante, in quanto “renziano” della prima ora, non può certo rimanere ancora fuori da un partito in cui il sindaco di Firenze si appresta a recitare, dopo lunga attesa, la parte del leader. E, così, l'organo di garanzia provinciale si sta adoperando perché si mettano da parte le vecchie frizioni delle amministrative 2012, dalle primarie osteggiate alla candidatura a sindaco con una lista civica, passando persino per i ricorsi al tribunale per la titolarità del simbolo del partito.
A beneficio di una riconciliazione vi sarebbero, soprattutto, i comportamenti non distonici fra i due gruppi in consiglio comunale: entrambi hanno, quasi sempre, votato allo stesso modo, assumendo, di fatto, una linea politica comune.
Se così fosse, Ferrante e Tommaso Laurora potrebbero annunciare, a breve, il passaggio nel gruppo consiliare del Partito democratico, già formato da Mimmo De Laurentis (capogruppo) e Carlo avantario. E non sarebbe da escludere che, a quel punto, del gruppo entri a fare parte anche Mimmo Cognetti, che pure s’era allontanato da Uniti per Ferrante dichiarandosi indipendente.
A prescindere di quest’ultimo, eventuale passaggio, in ogni caso saremmo in presenza del gruppo consiliare più ampio della minoranza, con quattro o cinque consiglieri, seguito da quello dell’Udc, che ne vanta tre.
Su un piano meno formale, ma non meno significativo per la diffusione del messaggio, Ferrante s’è anche espresso su Facebook: «Da oggi possiamo ricominciare il percorso interrotto, sperando di superare ogni incomprensione e nel segno di un nuovo Pd, guidato da Matteo Renzi».
