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«Area limitata ed informazione insufficiente», per Legambiente «l'inizio della differenziata a Trani può essere un flop»

Ci sembra doveroso fare alcune considerazioni in merito all’ennesima iniziativa sperimentale di raccolta differenziata porta a porta che l’Amministrazione Comunale insieme all’AMIU intende avviare nel centro storico di Trani.

Premettiamo a scanso di equivoci che la Legambiente è impegnata ad ogni livello per promuovere la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio nazionale e che quindi siamo fermamente convinti della bontà della raccolta domiciliare abbinata alla completa eliminazione dei cassonetti dalle strade.

Sono numerosissime le iniziative della Legambiente che si prefiggono di diffondere la raccolta domiciliare muti materiale per incrementare le percentuali di raccolta differenziata entro percentuali dignitose e doverose per un paese civile: dossier rifiuti; comuni riciloni, premio start-up, ecc. . Inutile aggiungere che l’eliminazione dei cassonetti è provvidenziale per motivi igienici, di decoro urbano, per la riduzione delle spese di manutenzione, per l’incremento dei parcheggi, ecc..

Siamo talmente convinti della bontà del porta a porta che le nostre perplessità sono finalizzate proprio al miglioramento del servizio con l’unico scopo che anche questo ennesimo tentativo sperimentale possa rimanere un fatto episodico a cui ormai siamo tristemente assuefatti. Inutile rammentare dei tentativi precedenti nel borgo antico e delle svariate rose blu ormai sfiorite.

Continuiamo a non capire perché si debba partire con la raccolta multimateriale domiciliare solo in modo sperimentale per una limitata parte della città. L’esperienze pregresse di Trani e di molte altre città dimostrano che la raccolta domiciliare non può essere fatta esclusivamente all’interno di una piccola porzione di città poiché i cittadini, avendo comunque la disponibilità del cassonetto entro un raggio di poche decine di metri, preferiranno continuare a conferire i rifiuti in maniera indifferenziata nei cassonetti.

Razionalmente, citiamo i casi estremi di Bari e di Andria: il primo, negativo, proprio perché sempre limitato sperimentalmente a limitati quartieri (prima Japigia, poi Murat); il secondo, positivo, proprio perché partito in maniera sistematica su tutto il territorio cittadino.

Un’altra considerazione attiene alla scarsa incisività della campagna informativa nell’ambito della zona in cui si avvierà il porta a porta. L’esperienza dimostra che l’informazione che precede il porta a porta è fondamentale in quanto dalla sua efficacia può dipendere la buona risposta della cittadinanza. I gazebo informativi sono poco efficaci perché demandano la comunicazione alla casualità o alla eventuale volontà del cittadino.

L’unico metodo informativo efficace è quello sistematico porta a porta, al pari del metodo di raccolta. Gli informatori, così come avviene nei censimenti demografici, dovrebbero andare in ogni singola unità abitativa spiegando la metodologia di raccolta ai componenti del gruppo famigliare. In caso di assenza dovrebbero ritornare fino al raggiungimento della missione informativa sul sistema di raccolta multi materiale a cui dovrà essere associata la  fornitura delle buste e del materiale illustrativo.

E’ evidente che le perplessità enunciate: sperimentazione su una limitata porzione di territorio e scarsa incisività della campagna informativa dipendono dalla limitatezza delle risorse economiche di cui dispone l’Amministrazione, ma a noi preoccupa l’effetto boomerang di una raccolta multi materiale domiciliare avviata in modo troppo sperimentale ed incerto.

Non vorremo che davanti al fallimento dell’ennesimo tentativo si arrivi ad incolpare i cittadini di colpe che non hanno, inficiando così la reale efficacia del porta a porta, che se concepito correttamente rappresenta l’unico metodo valido di raccolta per giungere alle alte percentuali di differenziazione imposte dalla normativa europea, nazionale e regionale.

Il Presidente di Legambiente Trani - Avv. Pierluigi Colangelo


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