I problemi delle barriere architettoniche non dovrebbero essere affrontati soltanto in prossimità del festival nazionale «Il giullare», che da Trani irradia la cultura della normalità per superare le diversità. Anzi, è proprio quando si spengono i riflettori che dovrebbero entrare in scena tutti gli strumenti utili per risolvere una serie di situazioni che, da tempo, la città si trascina.
Un esempio particolarmente significativo di quanto ancora sembra si sia indietro rispetto ad una corretta fruibilità di arredo urbano e spazi pubblici, in favore di coloro che hanno problemi di deambulazione, è il marciapiede, forse, in assoluto, più importante della città: quello che collega piazza Duomo con piazza Re Manfredi e via Alvarez.
Infatti, per quanto il cronista si sia sforzato di controllare e verificare più volte, l'intero manufatto appare sprovvisto di scivoli per carrozzine. A prescindere dei gradoni di piazza Duomo, sui quali peraltro dovrebbe essere impossibile intervenire per ipotizzabili vincoli della Soprintendenza, pare anomala l'assenza di canalizzazioni per carrozzine nei pressi del tribunale, del castello, ai lati della servitù che conduce (attraverso il vecchio ponte levatoio) all'ingresso del maniero e, più avanti, in via Alvarez: neanche uno scivolo è presente. Chi va in carrozzina, dunque, deve essere necessariamente aiutato a salire sul marciapiede per godere della migliore vista possibile del panorama che, soltanto da lì si può apprezzare.
Sarebbe il caso, pertanto, almeno in occasione di prossime, eventuali importanti manifestazioni, di badare, eventualmente concordando il tutto con la Soprintendenza, la realizzazione anche di un solo scivolo in modo da risolvere, sia pure parzialmente, un problema che pone, anche in questo caso, indietro rispetto ad altre città turistiche e d'arte.
