«Aldilà di tutto quello che dirò, caro Gigi Riserbato, devo ammettere che mi hai fatto morire con la questione del debito verso la Madonna Immacolata che ha liberato Trani dalla peste. Nemmeno Cepparello da Prato che, tu certamente ricorderai, uomo avvezzo ad ogni empietà ma che in punto di morte riesce a convincere i frati di essere stato un sant’uomo, avrebbe escogitato una simile trovata. Ho riso ma mi hai fatto anche venire in mente tutti gli altri quartieri lazzaretto di Trani, dove i politici sono soliti passeggiare soltanto nelle domeniche di sole durante la campagna elettorale.
Mi hai fatto venire in mente l'untore Giuseppe Corrado che si aggira per piazza Kolbe sperando in una solerte sistemazione post peste con conseguente intervento di qualche santo magari della nuova destra nascente e post berlusconiana. Mi è venuto anche in mente il passaggio a livello di Via de Robertis che isola il lazzaretto Quartiere Stadio, dove nessuna Madonna risolve il vincolo della Sovrintendenza sopra un muretto, quello di villa Bini, che non interessa a nessuno e soprattutto nessuna Madonna guarisce dalla peste dell’anastilosi imposta dalla stessa e che costerebbe un milione e mezzo di euro. Un milione e mezzo di euro per far uscire un quartiere dal suo isolamento, altro che peste.
Caro Gigi Riserbato, questi miracoli, come quello dell’intervento della Madonna per liberarci dalla peste e che ci ha indebitato verso il cielo di trentamila euro per sistemare una sola piazza centrale, piazza Libertà, non saranno troppo costosi? Siamo arrivati al punto di dover sperare solo nei miracoli?»
Rino Negrogno
Responsabile del Gruppo Politiche Sociali e Politiche del Lavoro SEL
