La giornata odierna potrebbe essere quella decisiva per definire il destino dei sedici agenti di polizia locale, a tempo determinato, il cui posto di lavoro è a rischio insieme con i servizi minimi che i vigili urbani devono assicurare in città.
La questione è diventata improvvisamente delicata, urgente e, soprattutto spinosa e difficile da risolvere. Infatti, le recenti norme emanate dal governo in merito al rapporto con i dipendenti precari della pubblica amministrazione, paradossalmente, anziché agevolare il rapporto di lavoro con gli stessi, sembra abbia complicato lo scenario, ponendo gli enti locali nella difficile condizione di non sapere esattamente come muoversi.
Oggi si riuniranno nella casa comunale di Trani professionisti ed amministrativisti per riprendere e, ci si augura, chiudere un tavolo tecnico già avviato nei giorni scorsi prima delle feste natalizie ed attraverso il quale definire la strategia migliore. Nel frattempo, sedici famiglie sono in ansia e la città rischia di trovarsi letteralmente nell’anarchia. Ma ripercorriamo con ordine le tappe che ci portano alla giornata odierna, che si preannuncia come decisiva.
Il contratto in corso dei sedici agenti scade il 31 dicembre e, questa volta, dopo quasi nove anni di precariato, non si potrebbe più rinnovare. Infatti, la proroga «sic et simpliciter», a partire dal primo gennaio, dovrebbe significare l’avvio di un procedimento di stabilizzazione, con concorsi interni, da completarsi in due o tre anni ma che, però, non potrebbe comprendere tutti e sedici gli operatori: nel migliore dei casi, potrebbe riguardare non più di quattro o cinque di loro, in un complicato rapporto che si pone in relazione con le recenti quiescenze sia preso il comando, sia preso il palazzo di città.
A questo punto si cercano, anche e soprattutto, pareri “pro veritate” di esperti che pongano l'amministrazione comunale nella condizione di effettuare una proroga con adeguati fondamenti legislativi che non esponga alcuno al rischio di eventuali provvedimenti da parte dell'autorità contabile e/o giudiziaria.
Senza dimenticare il fatto che tre di questi sedici agenti sono stati beneficiari di sentenze del tribunale favorevoli alla conversione del loro posto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato e, pertanto, se finora non l’hanno fatto, adesso potrebbero chiedere il conto. E sarebbe molto salato.
Di sicuro, se il morale dei sedici agenti precari è sotto i tacchi, anche i colleghi a tempo indeterminato si trovano in una condizione di non minore disagio, soprattutto perché pare evidente che, senza questi operatori, la città diverrebbe ingestibile, giacché 29 agenti (tanti ne resterebbero) non potrebbero in alcun modo controllarla nel migliore dei modi rendendo i servizi che adesso si possono prestare.
Lunedì scorso una delegazione dei sedici agenti ha incontrato il sindaco, Gigi Riserbato, nei pressi della biblioteca comunale, mentre si accingeva a varcarne la soglia per lo scambio degli auguri con il personale della "Giovanni Bovio, per rappresentare al primo cittadino il disagio nel quale improvvisamente si trovano in seguito alle evidenti e dichiarate incertezze circa la proroga del loro contratto di lavoro. Peraltro, era stato proprio lo stesso Riserbato a rilasciare in tal senso ieri, domenica mattina, dichiarazioni che avevano subito destato un clima di profonda preoccupazione. Lo stesso sindaco, però, dichiara adesso di non disperare e che «una soluzione si troverà». E sono in molti, a questo punto, ad incrociare le dita.
