Cinema e musica si ritrovano insieme al "Dino Risi" per una serata con il quartetto "Four for jazz", un effervescente mix di professionalità che vanno dal trombettista e cantante ststunitense, Michael Supnick al contrabbassista, tranese verace, Ilario De Marinis, passando per altri due genuini prodotti del nostro territorio come Attilio Trojano (sax) e Guido Di Leone (chitarra).
Non poteva esserci di meglio per un circolo che, sempre più frequentemente, e con successo, si sta aprendo ad altre forme d'arte che non siano direttamente il cinema, ma che a questo s'ispirino pur sempre.
Basti pensare che Supnick ha suonato nella colonna sonora de "La leggenda del pianista sull'oceano", grandioso film di Tornatore che esalta la musica e rende l'idea di quanto talento si sia mostrato al pubblico che ha gremito la sala di via Ciardi.
Ad introdurre l'evento, un Lorenzo Procacci Leone visibilmente soddisfatto per quanto le proposte del circolo stiano coinvilgendo un pubblico sempre più vasto e variegato, segno che si può essere sempre più incisivi anche continando a coltivare cultura apparentemente di nicchia.
Sala gremita e pubblico progressivamente riscaldato da un Supnick istrione, che scherza con la band e gli stessi spettatori, mettendoli a proprio agio e trovando applausi a scena aperta anche ad esecuzioni in corso, trovando il culmine dell'empatia sulle note di "The girl from Ipanema" e "Just a gigolo".
Tanto swing e jazz, fiati in evidenza ma corde pronte a prendere il sopravvento quando meno te l'aspetti, con De Marinis e Di Leone che s'intendono con un semplice sguardo, tenendo conto del fatto che suonano insieme da una una vita ed anche con diverse formazioni.
Non a caso, fra il pubblico, anche un sorridente e rilassato Larry Franco, autentica voce cantante e narrante di un jazz che fa sempre centro. Un piacere, quello di fare lo spettatore, per lui durato poco: catapultato sul palco da Supnick, ha fatto diventare la band un quintetto pressoché inedito.
La compagine che si è vista ed ascoltata per l'occasione aveva già calcato la scena di Trani in una delle più fortunate edizioni di "Pugliazz", di cui lo stesso De Marinis è stato l'impareggiabile direttore artistico, ma la serata "tra amici" del Risi ha trasformato il circolo in un esclusvo club della grande musica, unendo artisti e spettatori in un'atmosfera piacevolmente frizzante come il primo giorno di primavera in cui lo spettacolo si è tenuto.
E Benedetto, evidentemente, non è da considerasi solo il santo del giorno, ma l'aggettivo con cui connotare quel dì in cui Procacci Leone, con qualche amico in quel momento più incosciente che coraggioso, ebbe l'intuizione di aprire questo nuovo scrigno di arte, cultura e qualità dello stare insieme.
