Non ritengo che lo sciopero dei dipendenti dell'AMET debba considerarsi un episodio isolato. Ritengo che debba essere inquadrato in un contesto degradato che arriva da lontano, al quale nessuno ha potuto e, forse, voluto porre rimedio. E' facile prevedere ulteriori iniziative di rivendicazione, anche alla luce dell'atteggiamento minaccioso espresso dal Sindaco in pubbliche occasioni. Pertanto condivido appieno le legittime richieste degli scioperanti, in ordine alla necessità inderogabile di capire quali siano le strategie aziendali del futuro. Credo che molti cittadini tranesi vogliano capire. Quindi, non posso che associarmi alla richiesta di Consiglio Comunale matematico avanzata dal mio collega di partito Domenico De Laurentis, che in modo ineccepibile invita a parlare con prudenza di "privatizzazione" dell'azienda. D'altra parte, come si fa a parlare di questa possibilità, quando non sono chiari i servizi gestiti e gestibili "in house"? Cosa si intende fare per parcheggi e darsena? Cosa si intende fare per la manutenzione della pubblica illuminazione?
Cosa intendiamo mettere sul mercato: un azienda con prospettive di sviluppo, dotata di un contratto di servizio, o un'azienda allo sbando dalle prospettive incerte? Condivido anche tutte le perplessità del collega De Laurentis. In questo momento, ed in queste condizioni, privatizzare sarebbe sinonimo di svendere. Allora e' giusto discuterne, e porre le condizioni affinché tutti possano farlo, compresi i dipendenti e i cittadini tranesi. Se così non dovesse accadere, qualcuno potrebbe pensare che l'incapacità amministrativa e' solo un paravento per nascondere la reale volontà di depauperare l'azienda per svenderla, consentendo speculazioni a qualche privato. A pensar male si fa peccato, ma il più delle volte si azzecca.
Tommaso Laurora
Consigliere Comunale PD
