Non tutte le manifestazioni sono uguali. Lo si evince non solo da quello che mostrano e/o vendono, ma, anche, da ciò che lasciano. Ebbene, la Pro loco, interpretando letteralmente quello che il suo nome significa («in favore di un luogo»), si è adoperata perché il luogo della sua manifestazione di sabato scorso, «La dolce disfida», tornasse lindo e pinto come l’aveva trovato prima di realizzarla.
Infatti, come le foto documentano, piazza Quercia è stata lasciata nelle stesse condizioni di partenza grazie a quel minimo di organizzazione e senso di responsabilità che dovrebbe pervadere chiunque organizzi eventi in città e, della città, utilizzi il pubblico suolo. Non sempre, nel recente passato, era accaduta la stessa cosa.
Per la verità, anzi, mentre precedenti eventi avevano goduto di agevolazioni proprio sul pagamento di questo tributo, la Pro loco ha pagato anche l’aria che ha respirato, ma, alla fine, non ha lasciato nulla d’intentato, dimostrando che «una manifestazione abbastanza movimentata, dove si sono utilizzati bicchieri, tovagliolini, vassoi in plastica, bottiglie di vetro – scrive in una nota il presidente, Angelo Avveniente - può, al termine, essere lasciata nelle condizioni in cui s’è trovata all'inizio. L'Amiu – dà atto -, nella persona dell’amministratore unico, Antonello Ruggiero, ha messo a disposizione i cassonetti per la differenziata. Noi abbiamo fatto sì, che venissero utilizzati e, poi, abbiamo pulito tutto alla fine. Si può, ve lo garantisco…».
