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Toto-assessori e fantasie politiche: giunta rimescolata e nomi che rimbalzano. E dalla Delrio non si scappa

Mentre la città vive problematiche oggettive in attesa di risposte dalla politica (refezione scolastica e cooperative che rivendicano lavoro), quest'ultima deve necessariamente rimpiazzare quelle poltrone vacanti nella sala giunta ormai da 14 giorni. Due settimane durante le quali si sono alternate richieste di dimissioni da parte della maggioranza, accordi romani, accordi pre-elettorali, accordi stonati e qualche acuto.

Il nodo principale da sciogliere per la nuova giunta resta il blocco targato Forza Italia che dopo la partita con l'Inghilterra ha riportato in auge il sermone del compianto Vujadin Boškov: «Squadra che vince non si cambia». Un blocco che, se riconfermato, riproporrebbe per il 40% la giunta azzerata. L'unico nome in bilico del gruppo (Sotero, Uva, De Simone e Di Marzio) è quello del vice-sindaco nonché ex assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Di Marzio.

Sulla figura del dott. Giuseppe Di Marzio, già sindaco della città di Trani dal luglio 1990 al luglio 1993, si starebbe focalizzando la difficoltà di comporre una giunta senza malumori. Per confermare il blocco Forza Italia, Di Marzio compreso, sarebbe addirittura intervenuto Raffaele Fitto, europarlamentare in quota FI e già Presidente della Regione Puglia negli anni 2000-2005 nonché Ministro per i rapporti con le Regioni sotto uno dei governi Berlusconi.

Il magliese classe '69 avrebbe ricordato al sindaco gli accordi presi pre-elezioni e post-primarie (spuntate da Riserbato proprio nei confronti di Di Marzio) portandolo a ripensare nuovamente la composizione della giunta. Che l'avv. Luigi Nicola Riserbato abbia intrapreso una strada solitaria e mirata ad «un nuovo slancio», ipse dixit, lo lasciò già intuire l'on. Fucci (FI) con la nota post-azzeramento nella quale sottolineava l'estraneità alla scelta perpetrata in quella riunione di giunta (4 giugno) dal sindaco.

Il blocco di Forza Italia potrebbe rischiare qualche pezzo e se dovesse essere il tassello di Giuseppe Di Marzio, il ruolo di vice-sindaco potrebbe essere ricoperto dall'ex assessore Giuseppe De Simone. Fantasie politiche che, ovviamente, non sono confermate ma neanche (fino ad ora) smentite. Con la maglia della Puglia prima di tutto sarebbero pronti due nomi già annunciati da tempo: Todisco e Suzzi. Nomi che avevano perso charme dopo l'annuncio dell'intoppo Legge Delrio. Spunta il nome dell'imprenditore Bernardi, trova nuove conferme l'assessorato nominato da Raimondo Lima (Pasquale Annacondia) e sono in ballo altre due soluzioni: la nomina di Mimmo Triminì (che dovrebbe far scattare in Consiglio Comunale Sergio de Feudis) o la riconferma di Salvatore Nardò.

Siete stati attenti? E le quote rosa? Le voci che circolano circa ipotesi di composizione della nuova giunta, vedrebbero la legge Delrio come una legge sulla quale si potrebbe sorvolare. Stando al decreto legge, lo ricordiamo, nelle composizioni di giunta per i comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti uno dei due sessi non può essere rappresentato in una percentuale più bassa del 40%. In una giunta di 10 persone (sindaco incluso) il 40%, se la matematica non è un'opinione equivale a 4 presenze (maschili o femminili, lo "decide" il restante 60%).

Suona strana come domanda eppur viene spontanea: la legge va rispettata? È da applicarsi anche per le amministrazioni comunali già costituite all'atto dell'entrata in vigore? Stando a quanto letto, anche su una direttiva Anci dell'aprile 2014, tutti i comuni con popolazione superiore ai 3000 abitanti sono vincolati da questa percentuale. Se non dovesse essere rispettata tutti gli atti di giunta potrebbero essere bollati come illegittimi. Un caso simile si è verificato a Matera dove i pentastellati (il consigliere regionale M5S, Giovanni Perrino soprattutto) si sono scagliati a piedi uniti contro il sindaco Adduce.

Ci scusiamo per le cose inesatte riportate in questo pezzo, frutto della nostra fantasia politica. La prossima amministrazione avrà, probabilmente, meno problemi e meno poltrone a disposizione potendo assegnare (sempre stando a quanto riportato nella Legge Delrio) solo 7 assessorati.

d.d.


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