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Pappa reale cinese e miele di origine serba, la Coldiretti plaude all'operazione del Corpo forestale contro l'agropirateria

Plauso di Coldiretti Puglia all’attività del Comando regionale di Puglia del Corpo Forestale dello Stato che in un’azienda apistica del barese ha posto sotto sequestro un ingente quantitativo di pappa reale biologica cinese, venduta come biologica italiana, miele di origine serba commercializzato come miele biologico italiano e propoli con denominazione illecita Propoli "D.O.C.".

“Si parla di un business importante – rivela il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - per l'azienda barese, secondo i militari: la pappa reale, ad esempio, veniva acquistata a 100 Euro al chilo e rivenduta all'ingrosso a 700-800 euro al chilo, per essere, poi, commercializzata dalle migliori erboristerie a 12-14 euro ogni 10 grammi. Sono i numeri drammatici del mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illecitamente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori. Tant’è che le indagini proseguiranno per accertare la presenza di metalli pesanti o altri contaminanti pericolosi per la salute nei prodotti sequestrati”.

Le complesse indagini in ambito internazionale, eseguite dai Forestali, hanno permesso di individuare due ditte del nord Italia che importavano i prodotti prima di trasferirli nell'azienda pugliese, la quale, poi, etichettava le confezioni come prodotto biologico di origine italiana. Spesso, dall’estero e in particolare dall’Asia si assiste ad esportazioni verso l’Europa di miele sottocosto, come quello cinese e indiano, addirittura ad un prezzo inferiore al 50% rispetto alla quotazione internazionale. “Il flusso di fornitura del prodotto estero, liberamente immesso sul mercato europeo – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - si stima essere superiore al 40% dei consumi. Oggi abbiamo un’arma in più contro gli agropirati, da quando il Ministero della Salute ha tolto definitivamente il “segreto di Stato” sui dati inerenti gli scambi commerciali. La secretazione dei dati relativi alle importazioni dei prodotti agricoli nei nostri territori, addirittura nei confronti degli Organi di Controllo, era un evidente ostacolo ad una efficace opera di contrasto ed eradicazione del fenomeno dell’agropirateria, neologismo coniato proprio da Coldiretti per descrivere una pratica criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti esteri che giungono nel nostro Paese e diventano “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni locali”.

Gli alveari censiti in Puglia sono circa 19.000 con un numero di apicoltori pari a 400-450. La produzione di miele è pari a 25 -35 kg in media per alveare e si attesta sui 5.500/6.500 quintali annui, quella nazionale supera i 300.000. Il mercato di sbocco del miele pugliese è quasi esclusivamente regionale.
Il prodotto falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso, non è comparabile sotto il profilo nutrizionale con il miele naturale e non può soddisfare le attese dei consumatori, che, per contro, rischiano di allontanarsi dal consumo di miele naturale.

Le qualità del miele sono ben note fin dall’antichità: i preziosi oligoelementi (quali rame, ferro, iodio, manganese, silicio e cromo, le vitamine (A, E, K, C, complesso B), gli enzimi e le naturali sostanze battericide ed antibiotiche ne giustificano ampiamente l'utilizzo come disinfettante naturale, nella stagione invernale è utile per rinforzare naturalmente l’organismo, prevenendo efficacemente i malesseri di stagione.

 


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