«In te ho apprezzato molto l’umiltà e l’obbedienza. Hai svolto il tuo ministero facendoti povero, per arricchire gli altri». Così il vescovo, Giovan Battista Pichierri, durante l’omelia dedicata a Mons. Savino Giannnotti, vicario episcopale, nel corso la messa solenne celebratasi in cattedrale in occasione del 50simo anniversario di sacerdozio.
«Il sacerdote che non si avvicina al sacramento della Confessione è condannato a divenire mediocre – ha proseguito il presule -. Cosa che non ho riscontrato in te: hai abbracciato Cristo».
Il capo della diocesi ha, peraltro, citato entrambi i papi, Benedetto XVI e Francesco e, quindi, ha concluso così: «Carissimo Don Savino, la strada di questi cinquant’anni ha una prospettiva non ancora compiuta, ma il Signore ti è stato vicino, ti ha dato la forza e continuerà a dartela».
In una basilica gremita di fedeli, anche il sindaco di Trani, Luigi Riserbato, al cui fianco erano seduto l’omologo di Bisceglie, Francesco Spina, ed il senatore Luigi Perrone. Presenti, anche, numerose autorità militari.
Il primo cittadino, intervenendo alla fine della celebrazione, ha porto gli auguri, a nome della cittadinanza, sia a Don Savino, sia a Don Mimmo Capone che a sua volta, oggi, festeggerà il suo 50esimo di sacerdozio.
«Mi sarebbe piaciuto celebrare questa messa in vetta sul Pollino o sul Corno grande del Gran sasso - ha quindi dichiarato Don Savino -, e non perché c'è qualcosa da nascondere, ma un po' perché la vita scout ha contraddistinto il mio cammino e un po' perché solo in vetta si coglie l'essenza della fatica e al tempo stesso dell'amore di Dio. La mia prima esperienza di chiesa - ha proseguito - è nata in quella casa di uomini, gli Angeli Custodi, una parrocchia che ha dato tanto a questa città pur essendo sempre stata ai margini, piena di difficoltà. Eppure quasi tutti i sacerdoti tranesi sono originari di quella parrocchia».
Il festeggiato ha, infine, ringraziato tuttil indisitintamente, e, in particolare, la formazione che ha suonato e cantato la messa "Il risorto Crocifisso", scritta vent'anni fa da Padre Giovanni Maria Rossi in onore di San Nicola Pellegrino.
