C'è o non c'è un'emergenza pronto soccorso a Trani? Le voci circa possibili disservizi nel presidio delle urgenze del San Nicola Pellegrino ci hanno indotto a chiedere al direttore generale dell’Asl Bt, Giovanni Gorgoni, a margine del convegno sulla Medicina narrativa, conferme o smentite sul punto.
«L’emergenza è stata prevenuta ed evitata – risponde il manager – sia a Trani, sia negli altri comuni dove si stava profilando, vale a dire Bisceglie, Andria e Barletta. È una situazione – spiega Gorgoni – figlia, innanzi tutto, della necessità di garantire il riposo biologico dei dipendenti e non perché debbano andare al mare, ma perché abbiamo bisogno di menti rilassate e cervelli freschi per trattare i pazienti con sicurezza».
Oltre il problema delle ferie, però, vi sono le sempre più pronunciate carenze dell'organico. «perché i medici di Medicina e Chirurgia d'urgenza – fa sapere Gorgoni - non sono così facilmente reperibili, e tutte le graduatorie da cui attingere sono esaurite. Quindi – chiarisce - non c'è scarsa volontà da parte della Direzione generale di assumere, ma, semplicemente, non avevamo graduatorie disponibili e, così, abbiamo dovuto chiamare medici di reparto per assicurare le turnazioni dei pronti soccorsi ove si registravano le maggiori criticità».
Attualmente, però, è in fase di definizione la graduatoria all’esito di un avviso pubblico per la copertura di posti di Pronto soccorso a tempo determinato. «I colloqui sono stati fatti la scorsa settimana – fa sapere il direttore generale – e, giorni, sarà pronta la graduatoria affinché, con queste unità lavorative, completiamo l'organico a disposizione nei pronti soccorsi più a corto di personale».
Evidentemente, facendo ricorso alle assunzioni stagionali, si rischia di incrementare le spese del personale, «ma il problema è totalmente secondario – conclude Gorgoni – a fronte della necessità di assicurare la continuità del pubblico servizio, perché, in ogni caso, il pronto soccorso è una priorità assoluta in ciascuna realtà cittadina».
A Trani, per risolvere l’ultima, conclamata emergenza estiva al Pronto soccorso, scese il campo anche l’ex primario, oggi in quiescenza, Dario Gisotti. Nel 2011, proprio in questi giorni di luglio, vi erano soltanto tre medici in servizio e, per assicurare la minima assistenza, coprì i turni anche lui.
L’ecatombe di medici verrebbe da lontano, perché la pianta organica ne prevede 7 e, normalmente, ve ne sono 5. Tuttavia, quando si gode delle ferie estive, il numero scende a 4. Poi entrano in gioco i permessi per malattia e scatta l’emergenza. Ma, nel frattempo, le richieste d’intervento aumentano, soprattutto in un’estate che vede la popolazione tranese accrescersi.
