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Trani, accessi occlusi e scarichi abusivi a mare a levante: controlli serrati, villa per villa, di Locamare e Polizia locale

Si stanno intensificando in questi giorni i controlli delle forze dell'ordine sulla litoranea di levante, in particolare nella zona compresa Lido Matinelle e Ponte Lama, additata di essere luogo di presunti, numerosi scarichi abusivi a mare, oltre che di accessi allo stesso abusivamente occlusi.

Tutto nasce da un’inchiesta giudiziaria in corso, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Antonio Savasta, che ha delegato alle indagini i militari dell’Ufficio locale marittimo e gli agenti della Polizia locale.

L'attività in corso non è per nulla agevole e si sta espletando, già da diverso tempo, con rilevamenti si da mare, sia da terra. Negli ultimi giorni, però, il personale preposto alle indagini ha iniziato una vera e propria verifica a domicilio, soprattutto con lo scopo di accertare, luogo per luogo, le rispettive situazioni ed eventuali illeciti.

L’attenzione, come dicevamo è riservata agli accessi perché, in molti casi, si sospetta sia che strade pubbliche siano state chiuse da cancelli privati, sia che più di una residenza scarichi abusivamente in mare.

E questo è il motivo per cui si sarebbe scelto d’intervenire in questi giorni, tenuto conto del fatto che le ville si presume siano tutte abitate in questo periodo di punta delle ferie estive. Alcune abitazioni sono dotate di vasche Imhoff, ma altre potrebbero non avere alcun tipo di cautela sul trattamento dei reflui e potrebbero, dunque, concorrere ad un inquinamento del mare in zona.

Da tempo Legambiente prima e Comitato bene comune poi si battono per un litorale di levante più fruibile. La zona resta la più bella dal punto di vista della godibilità del mare, ma è davvero difficile da raggiungere se non passando attraverso stretti e tortuosi sentieri, lasciando le auto lontano ed attraversando suoli che non si comprende mai bene se siano pubblici o privati.

In primavera il sindaco si era recato in alcuni di quei luoghi proprio con i volontari del Comitato bene comune, promettendo in quel momento massimo impegno e, addirittura, la sua diretta discesa in campo per abbattere, se ce ne fosse stato bisogno, alcuni degli eventuali cancelli abusivi.

Invece, durante l'ultimo consiglio comunale, è arrivata una sostanziale frenata sul punto: «Non possiamo produrci in passi avventati – ha spiegato il primo cittadino -, in quanto è in corso un'inchiesta della magistratura».

A chi aveva interpretato quelle parole come un pretesto per prendere tempo, la risposta giunge oggi con l’accelerazione di quest’inchiesta, che adesso procede a ritmi sempre più spediti.

Massimo è il riserbo degli inquirenti, ma non è da escludere che, già dalla prossima settimana, comincino a profilarsi le prime ipotesi per arricchire un fascicolo che, allo stato, non avrebbe ancora indagati.

Peraltro l’Ufficio locale marittimo, all'inizio dell'estate, aveva badato anche ad altri importanti opere, soprattutto di prevenzione, con particolare riferimento a ben tre ordinanze cautelari di interdizione di tratti di litorale di levante alla balneazione e navigazione: motivo, il rischio di cedimento della falesia.

In altre parole, forze dell'ordine già da tempo mobilitate per l'incolumità pubblica e la salvaguardia della salute dei cittadini. Spesso e volentieri, tali attività, molto complesse, non emergono con facilità e producono risultati solo a lunga scadenza determinando nella popolazione, nel frattempo, un sentimento di malcontento che nasce da una falsa percezione di immobilismo. Invece, tutto procede secondo programmi e, presto, i primi nodi potrebbero venire al pettine.


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