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Pronto soccorso di Trani, è guerra di numeri: per la Regione 1300 interventi, per i sindacati 10mila

La scure calata dalla regione, con la delibera di assetto della rete di emergenza-urgenza, per la riorganizzazione radicale dei pronto soccorso senza ... clienti, ha colpito alla cieca.

Cifre non veritiere hanno condannato alla chiusura punti di pronti soccorso che, invece, lavorano a pieno regime. Tra questi Trani, uno dei tre sui quali si è abbattuta indiscriminatamente la mannaia, secondo parametri errati.

Secondo la tabella sugli accessi prodotta dalla regione, a Trani sarebbero stati trattati solo 1.352 casi. Di questi il 90% sarebbero di nessuna criticità. Un dato che, secondo la Regione, avrebbe dello scandaloso. Invece, noi denunciamo oscure manovre politiche tese a destabilizzare definitivamente l'ospedale di Trani a favore di nosocomi viciniori, che hanno dalla loro i cosiddetti santi in paradiso.

Se c'è qualcosa di scandaloso a Trani, non è il il numero dei codici a bassa criticità (90%), ma le condizioni in cui la sanità tranese è stata ridotta. Se i cittadini tranesi disperati, si rivolgono al pronto soccorso cittadino per patologie banali, lo fanno perché sforniti di qualsiasi altra alternativa.

E questa è la conseguenza della spoliazione dei reparti dall'ospedale di Trani, condotta in maniera sistematica per obbedire ai diktat dei santi in paradiso dei centri vicini.

Gli accessi a Trani non sono 1.352, bensì 10.004 dal 1 gennaio al  29 ottobre 2014, e solo ad agosto sono stati 1.253.

Dunque, di scandaloso c'è soltanto la volontà di annientare del tutto l'ospedale di Trani, per il quale, di contro, si stanno  spendendo centinaia di migliaia di euro per attrezzature all'avanguardia. Ma questa è un'altra storia (scandalosa) che sta per venire fuori

Cosimo Nenna - Loredana Di Nunno - Enzo Cognetti (Cgil, Cisl, Uil)


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